Si viaggia per spirito d’avventura, per conoscere altri popoli, per andare alla scoperta del mondo e accorgersi poi che quello che hai sempre desiderato è li, dietro il giardino di casa. Si viaggia per imparare ad amare o per essere amati, per lenire un dolore o per dare sfogo alla rabbia, perché non si ha più nulla in cui credere. Si viaggia per essere stati i primi o per dire c’ero anch’io, per aiutare il prossimo, perché si è amici o per fare nuove amicizie. Si viaggia per incontrare qualcuno o per abbandonare qualcun altro o per guardare nel profondo della nostra anima dentro se stessi… Viaggiare è in fondo uno stato dell’animo, esiste perché noi esistiamo. Spesso il viaggio diventa non quello che ci si è proposti, ma qualcosa d’imperio. Alla continua ricerca di qualcosa da visitare da vedere senza perdere un secondo, un minuto, un’ora perché non bisogna sprecare neanche un attimo, si diventa schiavi, inconsciamente dei musei, delle chiese, delle mostre, dei teatri. Ma il viaggio consiste anche nel fermarsi, sedersi in un luogo che soddisfa il proprio animo: guardare, osservare, giudicare. Il viaggio più significativo, che intraprendo all’interno di me stesso, si realizza quando ritorno al mio paese natio per trovare il silenzio che là regna:
Il silenzio non è assenza di rumore ma…
Il silenzio è il cinguettio degli uccelli
Il silenzio è il gracidare delle rane
Il silenzio è il fruscio delle foglie
Il silenzio è il sole che illumina la vallata
Il silenzio è il colore giallo delle ginestre
Il silenzio è il profumo del finocchietto
Il silenzio è l’odore del pane di grano sfornato Il silenzio è l’odore dell’erba tagliata.
Questo è il viaggio che più mi gratifica ove silenzio è il mio stato d’animo:
Il silenzio sono le mie emozioni
Il silenzio sono le mie pene
Il silenzio sono le mie gioie
Il silenzio è guardare dentro di me
Il silenzio è stare in pace con me stesso
Il silenzio è non ascoltare gli altri
Il silenzio è soffrire senza lamenti.
Tutte queste sono le emozioni che nessun altro viaggio mi potrà mai dare.