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Momenti degli atelier formativi del Festival Handifilm di Rabat

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L’esperienza del Festival Handifilm di Rabat

29 Aprile 2019
Non avremmo mai immaginato che la nostra idea avrebbe fatto tanta strada, che avremmo riempito un cinema pieno di ragazzi emozionati e felici,
Momenti degli atelier formativi del Festival Handifilm di Rabat

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L’esperienza del Festival Handifilm di Rabat

29 Aprile 2019
Non avremmo mai immaginato che la nostra idea avrebbe fatto tanta strada, che avremmo riempito un cinema pieno di ragazzi emozionati e felici,

Più di 2000 giovani avrebbero parlato, riflettuto, discusso sul tema della disabilità e dei diritti delle persone disabili, che da un messaggio arrivato di notte sarebbe nato un evento cosi emozionante e coinvolgente! Partiti dubbiosi ora abbiamo una certezza: i giovani si appassionano anche agli argomenti più difficili se si sentono protagonisti. Ma facciamo un passo indietro… Più di 10 anni fa, mentre leggevo un libro prima di addormentarmi, mi arrivò questo bizzarro messaggio da parte del mio collega di Rabat in cui mi chiedeva: «Ti va di organizzare un festival sul cinema e disabilità?» Dopo un primo momento di smarrimento risposi: «Buona idea, domani mi spieghi meglio!». Da quel giorno ci siamo tutti appassionati a questa idea e dopo aver preso mille contatti, scritto lettere, telefonato a mezzo Marocco, il 26 marzo 2007 abbiamo organizzato la prima edizione del Festival Handifilm di Rabat. Fin dall’inizio si è subito capito che saremmo stati un gruppo molto eterogeneo: marocchini, italiani, francesi, di diversi profili e professioni, dottori, cooperanti, psicologi, scrittori, professori, tutti riuniti dalla grande ambizione di cambiare lo sguardo sulla disabilità attraverso il cinema. Da quando sono arrivata in Marocco nel lontano 2003 lavoro per una ONG di Como, OVCI la Nostra Famiglia, ci occupiamo di progetti di cooperazione per i bambini con disabilità e le loro famiglie. Insieme ai nostri colleghi ci rendevamo conto che oltre ai servizi, le formazioni, gli incontri, i seminari, era fondamentale riuscire ad allargare il nostro raggio d’azione. Dovevamo arrivare là dove la disabilità non era proprio considerata o là dove la disabilità era più temuta! Non dimenticherò mai, a questo proposito, uno dei momenti più emozionanti che ho vissuto in Marocco. Eravamo in una delle scuole dove lavoriamo e i genitori di bambini con disabilità si stavano confrontando sui loro vissuti ed esperienze. Una mamma prese la parola e raccontò di quando uno dei suoi figli tornò di corsa da scuola piangendo disperato perché i compagni lo stavano rincorrendo tirandogli delle pietre e prendendolo in giro per il suo fratellino disabile. Questo episodio colpì profondamente me, tutti noi e ci diede e ci diede ancora di più la spinta a lanciarci in un territorio nuovo, ma altrettanto importante come le famiglie, le scuole, le autorità locali, la gente comune!

Momenti degli atelier formativi del
Festival Handifilm di Rabat
Momenti degli atelier formativi del Festival Handifilm di Rabat 

L’idea del Festival Handifilm, che ebbero quindi i fratelli Benkhlafa in quella sera d’inverno, arrivò al momento giusto. Era l’idea che cercavamo per poter far conoscere il mondo della disabilità cosi come è, con le sue mille sfumature, con i suoi eroi e le sue vittime, con le sue storie di amore e di successi, e in fondo far capire che il mondo della disabilità è lo stesso mondo in cui viviamo tutti, e nel quale deve esserci posto per tutti! Il pubblico rispose subito bene alla nostra prima edizione, che prevedeva la visione di lungometraggi seguiti da dibattiti. Durante tutti i primi anni non era facile trovare dei film interessanti e che potevano dar vita a delle discussioni che coinvolgevano le persone presenti. Cominciammo anche a entrare timidamente nelle scuole, organizzando proiezioni e cercando di far parlare i ragazzi e farli riflettere sui film che avevano visto. Non era facile però tenere l’attenzione e la concentrazione dei giovani: per un po’ ci davano retta, ma dopo poco ritornavano a chiacchierare tra di loro… Decidemmo cosi che il Festival doveva prendere una nuova direzione. I ragazzi dovevano diventare i veri protagonisti e a loro doveva essere data la parola per esprimere le loro idee sulla disabilità. L’idea era quindi quella che i ragazzi stessi avrebbero realizzato il loro cortometraggio sul tema della disabilità. Cominciammo con una città in particolare, Temara, che si trova a circa mezz’ora dalla capitale Rabat, perché là avevamo instaurato negli anni degli ottimi rapporti con i rappresentanti locali del Ministero dell’educazione e avremmo potuto cosi lavorare facilmente con gli insegnanti e gli studenti. Nel 2012 ci lanciammo in questa avventura: cominciammo a organizzare degli incontri in 9 scuole superiori e grazie alla formula del focus group sul tema della disabilità, riuscivamo a coinvolgere i ragazzi facendoli discutere sui diritti delle persone disabili, sulla situazione che vivono le persone con disabilità in Marocco, le problematiche, le opportunità. Dopo questi momenti, organizzammo delle vere e proprie formazioni su come scrivere una sceneggiatura, come usare la telecamera, come fare un montaggio. I ragazzi erano entusiasti, organizzavano le formazioni nei week end per non disturbare le lezioni durante la settimana. Gli insegnanti preparavano dolcetti e tè per tutti. Quando giravano le scene nelle via della città, all’arrivo delle autorità che chiedevano spiegazioni di tutta quella gente in strada con le telecamere, i ragazzi tiravano fuori tutta la documentazione in regola dicendo con fierezza: stiamo girando un film! Molti insegnanti erano senza parole nel vedere il cambiamento di certi studenti. Ragazzi provenienti da quartieri popolari, che la mattina facevano fatica ad arrivare a scuola, appassionarsi alla realizzazione dei film, portando idee e suggerimenti. Nel marzo del 2013, in occasione della settima edizione del Festival, organizzammo quindi la prima competizione di cortometraggi sul tema della disabilità realizzati dai liceali. E, dopo la prima edizione, arrivò la seconda, che si arricchì di corti provenienti dalla Francia e dall’Italia e i giovani dei diversi paesi rappresentavano la disabilità secondo la propria cultura e sensibilità. L’idea della competizione ci piacque così tanto che, oltre alla competizione dei liceali, aggiungemmo anche quella dei registi professionisti. Il festival si presenta quindi adesso come una manifestazione culturale che comprende due concorsi altrettanto importanti e complementari tra di loro. Ogni anno nascono nuove collaborazioni con alcuni festival come Horizons Décalés, Entre Marches Cannes, Handivalide, e con il nuovo evento che a luglio si terrà a Napoli: il Disability Pride. Tutte esperienze diverse ma con lo stesso obiettivo: promuovere una nuova cultura della disabilità.

per citare questo articolo

Alessandra Braghini:

L’esperienza del Festival Handifilm di Rabat,

n. 11 - Il cinema,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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