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Orpello grafico (dettaglio di copertina)

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La misura del tempo

19 Gennaio 2026
La nostalgia è l’odore di acqua di rose misto a sigaretta lasciata a consumarsi, gli odori della nostalgia hanno sapore, hanno occhi, hanno orecchie, che fanno risuonare parole e risate.
Orpello grafico (dettaglio di copertina)

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La misura del tempo

19 Gennaio 2026
La nostalgia è l’odore di acqua di rose misto a sigaretta lasciata a consumarsi, gli odori della nostalgia hanno sapore, hanno occhi, hanno orecchie, che fanno risuonare parole e risate.

Nostalgia!
Ho nostalgia perfino di ciò che non è stato niente per me,
per l’angoscia della fuga del tempo e la malattia del mistero della vita.
Volti che vedevo abitualmente nelle mie strade abituali: se non li vedo più mi rattristo;
eppure non mi sono stati niente, se non il simbolo di tutta la vita.

(Fernando Pessoa)

La nostalgia è una corsa su per le scale e una scommessa sulla natura di quel profumo che bolle, da lì sono iniziati i “te l’avevo detto”, i fili di un grembiule slacciati di nascosto. La nostalgia è la nostra base sicura, è la nostra madre sufficientemente buona, che ci fa tornare quando ci smarriamo e non sappiamo che strada imboccare. Quanta arte ci saremmo persi senza la presenza del più complesso tra i sentimenti? A Lucio Dalla, affacciato sul Tevere, non sarebbe venuta in mente la sua Sera dei Miracoli, non avrebbe visto «a due a due gli innamorati sciolgono le vele come i pirati». Il Timoteo di Margaret Mazzantini, se non l’avesse provata, così struggente, «Non so, figlia mia, dove vanno le persone quando muoiono, ma so dove restano», sarebbe impazzito ad assistere la figlia lottare tra la vita e la morte. I sentimenti sono le emozioni che abbiamo assorbito, la nostalgia è l’ambivalenza tristezza/piacere, la chiave di accesso per poterla spiegare è il tempo, il tempo dei ricordi, la nostra memoria, la nostra storia; in Portogallo la si respira, la chiamano saudade, la nostalgia del futuro. La si sente guardando il sole calante al tramonto da un miradouro, tra le stradine di Alfama, sorseggiando una ginjinha fatta in casa, in un localino sulle note del fado, a Cabo da Roca «dove la terra finisce e l’oceano comincia» (Luís Vaz de Camões). Qual è il rapporto tra nostalgia e psicoterapia? Esisterebbe psicoterapia senza nostalgia? La psicoterapia è la cura del tempo attraverso il tempo, restando nel tempo, tornando indietro nel tempo, raffigurandosi un tempo futuro. Sappiamo che in psicoterapia ogni sintomo, emozione, sentimento, è un comportamento intelligente e, se le funzioni del comportamento sono adattamento, comunicazione e soddisfacimento dei bisogni, cosa vuol dirci la nostalgia nel processo della psicoterapia? A cosa ci serve? La risposta è tanto semplice quanto complessa: a dare significato, a creare un continuum e un filo logico tra la nostra storia e la progettualità del futuro. Il nostro passato ci definisce, noi terapeuti siamo intrisi di teoria dell’attacamento, definendo l’attaccamento come quel legame emotivo che inizia a strutturarsi in noi dal momento in cui ci poggiano sul petto stanco e dolorante di nostra madre e che continua sino alla fine dei nostri giorni, definendo tutte le relazioni che intrecceremo nel corso della nostra vita. Quante volte, interagendo con un neonato ci sentiamo dire «mettilo giù, gli fai prendere il vizio delle braccia»; quando è avvenuta, e con che processo, la confusione tra diritto e vizio. Il bambino che si nutre ha bisogno di latte per alimentarsi, ma ha bisogno di stringere un dito o una ciocca di capelli tra le sue dita mentre lo fa per strutturare il suo stile di attaccamento, e la nostra risposta al suo bisogno lo definirà; ancor più lo definirà il nostro stesso bisogno di averlo tra le braccia, contribuendo a renderlo un adulto che saprà dare e chiedere calore, vicinanza, prossimità, un adulto emotivamente competente. Siamo responsabili e artefici di ricordi ed esperienze alle quali farà ritorno quando si sentirà disorientato, e accadrà, ogni volta che avrà bisogno di una nuova direzione. In questa prospettiva sarà nostra responsabilità la funzione della sua nostalgia: prigione o risorsa? Nei processi psicoterapici è compito di noi terapeuti far sì che i nostri pazienti sappiano coltivarla; cosa è la psicoterapia se non un viaggio nel tempo. A tutti sarà capitato di desiderare una macchina del tempo, e cosa è la nostalgia se non una macchina del tempo? Ci consente di tornare ovunque vogliamo, nelle case della nostra infanzia, nei brividi dei primi amori, tra i banchi di scuola, nelle aule universitarie, in tutte le dimensioni del tempo in cui abbiamo avuto coscienza di starci costruendo. 

Impara il numero a memoria
corri, scrivilo sulla pelle
Se telefoni tra vent’anni
butta i numeri fra le stelle.
Dalle porte dell’universo
un telefono squilla ogni sera
sotto un cielo di tutte le stelle
di un’inquietante primavera.

(Lucio Dalla: Telefonami fra vent’anni)

per citare questo articolo

Maria Santolia:

La misura del tempo,

n. 36 - Nostalgia,

gennaio-aprile 2026

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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