Nell’antica Grecia il rapporto tra sogni e salute è sempre stato molto forte. I Greci erano, infatti, ben consapevoli delle dinamiche fisiologiche e psicologiche dell’uomo e il sogno era considerato un mezzo per guarire corpo e anima. La divinità deputata alla guarigione era il dio Asclepio, figlio di Apollo e della ninfa Coronide. Nel suo tempio, a Epidauro, si svolgevano i riti terapeutici e, a partire dal VI sec. a.C., si concentrarono le esperienze delle varie scuole di medicina della Grecia. L’esperienza catartica del rituale ripristinava gli squilibri dell’anima, andando oltre la malattia fisica e le sue manifestazioni. Nel santuario di Asclepio l’uomo era un tutt’uno, corpo, anima e natura e la presenza di un teatro e di un ginnasio all’interno del complesso santuariale era molto indicativa, dava, infatti, la possibilità di prendere parte a danze liberatorie, conferendo la giusta importanza al corpo e, al contempo, predisponendo l’anima alla rivelazione del dio, attraverso l’immaginazione del sognatore che, in tutto il procedimento rituale, diventava protagonista in prima persona e non oggetto o elemento marginale.
PSICOTERAPIA PSICOSOMATICA
Tali rituali, oggi, sono ripresi nel setting della psicoterapia psicosomatica di derivazione junghiana. Jung infatti, allievo di Freud, grande studioso della psiche umana e appassionato di archeologia, ripropose, con “l’immaginazione attiva” il percorso di trasformazione interiore che è cura dell’anima e può portare alla guarigione del soma. Il viaggio dall’interpretazione dei sogni allo sviluppo di immagini interiori che si possono concretizzare in azioni artistiche catartiche e trasformative, in un setting terapeutico, è così riformulato in termini scientifici. Jung, infatti, afferma che il suo metodo per l’interpretazione dei sogni è basato sull’immaginazione attiva, la cui meta è liberare il paziente con la sua stessa energia psichica e non attraverso la dipendenza dall’analista che è, invece, testimone di un processo creativo e trasformativo. I sogni, immagini e sensazioni del mondo oscuro della notte, ora come allora, guidano le azioni dell’uomo e ne tracciano una trama di possibilità. Desoille suggerisce la reve-eveille dirige, tecnica del “sogno da svegli guidato” dallo psicoterapeuta, per riorganizzare in percorsi analitici e di cura le immagini che emergono dall’immaginario del soggetto a completamento di dettagli di sogni che potrebbero essere oscuri. I percorsi di immaginazione motoria ascendente o discendente, rispetto alla dinamica espressa dal sogno, consentono di ricollocare la scena onirica in ambienti legati a percorsi ascensionali — metafora spirituale di elevazione o di crescita psichica — o alla discesa nel basso — verso un contatto con il buio ed il basso del corpo e dell’anima. La modifica del luogo immaginario dove agisce il sogno cambia le percezioni interiori degli eventi immaginati e la modifica dell’immagine onirica che può divenire risolutoria della problematica psichica eventualmente emersa. Poiché l’esperienza si arricchisce di ricordi ed emozioni attraverso elementi di percezione cinetica collegati alle immagini, la DanzaMovimentoTerapia (DMT), utilizzata in un setting di psicoterapia o di formazione, può stabilire, con un percorso simbolico e motorio, il suo collegamento con il mondo dei sogni.
IL SOGNO DANZATO
Il sogno può quindi essere danzato in psicoterapia, mettendo in atto quel processo di immaginazione attiva di cui parlava Jung. Si può partire da immagini oniriche e situazioni di un sogno non comprensibile per viverlo danzando nello studio protetto dello psicologo. Tale metodologia arricchisce emotivamente il rapporto dialogico e contiene le emozioni che si traducono nel movimento trasformandosi. La DMT clinica lavora, così, con i sogni, avvalendosi di un dialogo motorio con il testimone/terapeuta. Nei gruppi può divenire ritualizzazione catartica e risolutiva, consentendo l’apertura di spazi creativi di relazione tras-formativa che possono avvalersi dell’antica tradizione di danza rituale come spazio di riflessione, di cura del sé e di scambio culturale ed emotivo.
SARA DIAMARE — Psicologa, Psicoterapeuta e Vicepresidente DMT APID©
MARIA LUISA TARDUGNO — Funzionario Archeologo, SABAP per l’area metropolitana di Napoli
PER APPROFONDIRE
Carl Gustav Jung: La struttura della psiche — Opere vol. 8 —Boringheri — 1976
Giulio Guidorizzi: Il compagno dell’anima. I greci e il sogno — 2013
Guenter B. Risse: Mending bodies, saving souls: a history of hospitals — Oxford University Press — 1990
Helen Askitopoulou et alii: Surgicalcures by sleepinductionas the Asclepieion of Epidaurus. The history of anesthesia: proceedings of the Fifth International Symposium
José Carlos Dizet et alii: International Congress Series — 1242
Joan Chodorow: Danzaterapia e psicologia del profondo, Red edizioni — 2004
Luca Ventura, Pietro Leocata: La verga ed il serpente, Asclepio ed il simbolo della medicina, in «Rivista di Storia della Medicina» — Anno VI NS (XXVII) fasc. 1 — gennaio-giugno 1996
Maurizio Gasseau: Il sogno. Dalla psicologia analitica allo psicodramma junghiano — 2011
Robert Desoille: Il Reve Eveillé Dirigé in psicoterapia, via regia dell’immaginario — 2010
Milena Melfi: I santuari di Asclepio in Grecia — 2007
Salvina Artale: Un caso clinico della Storia antica. Publio Elio Arisitide, in AA.VV., Il sogno. Dalla psicologia analitica allo psicodramma junghiano,
Maurizo Gasseau, Riccardo Bernardini (a cura di ): Il sogno — Franco Angeli — 2009
Sigmund Freud: L’interpretazione dei sogni — in Opere, vol. III — Boringhieri — 1966