essa, sempre, è stata obiettivo da raggiungere quando non la si ha, da custodire quando si ha la fortuna di possederne una. La casa deve essere accogliente e, per essere tale, deve necessariamente soddisfare le esigenze delle persone che la abitano; deve essere funzionale ed essere dotata di servizi necessari anche all’equilibrio fisico e psicologico dell’individuo. Questo diritto è di tutti e deve essere di tutti: oggi grazie alla domotica si stanno cominciando a progettare case a servizio della persona. Una persona non vedente infatti deve essere libera di svolgere nella propria casa tutte le azioni quotidiane, senza pericolo; una persona costretta alla carrozzina deve muoversi senza ostacoli; una persona con deficit uditivo deve poter usufruire di quei servizi che sono propri di tutte le persone. Ecco che le applicazioni intelligenti, studiate dalla domotica consentono una corretta e idonea gestione degli ambienti a persone con ridotta funzionalità di vario tipo. Mi auguro che grazie alla domotica e alle varie evoluzioni tecniche possano essere costruite, a costi accessibili a tutti, case senza divieti, senza limitazioni, senza veri e propri pericoli…
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Se consideriamo che lo spazio mentale appartiene alle madri, come teorizza Wilfred Bion quando paragona la recettività terapeutica, fatta di silenzio e di ascolto, alla capacità di rêverie materna