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Per la copertina Orione n. 22 "Genere", Illustrazione di Bruna Pallante, omaggio a Freddy Mercury

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A scuola con Marta

1 Aprile 2021
Il Consultorio Transgenere di Torre del Lago Puccini (LU) nasce nel 2008 come progetto pilota della Regione Toscana, in sinergia con associazioni per i diritti e la tutela della salute delle persone transgender.
Per la copertina Orione n. 22 "Genere", Illustrazione di Bruna Pallante, omaggio a Freddy Mercury

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A scuola con Marta

1 Aprile 2021
Il Consultorio Transgenere di Torre del Lago Puccini (LU) nasce nel 2008 come progetto pilota della Regione Toscana, in sinergia con associazioni per i diritti e la tutela della salute delle persone transgender.

Negli anni diventa un punto di riferimento per molte persone T* del territorio toscano e nazionale, collaborando con i centri sanitari regionali per l’assistenza medica nel percorso di affermazione di genere e gli enti territoriali e istituzionali per la tutela dei diritti, l’accesso al lavoro e il contrasto all’omotransnegatività. Oltre alla valutazione clinica della Disforia di Genere nel nostro lavoro ci occupiamo della tutela delle persone T* in ambito scolastico e universitario. È il caso di Marta,[1] ragazza transgender MtF (Male-to-Female) che si rivolge al Consultorio nella primavera del 2020 a causa del disagio verso il sesso anatomico maschile e della volontà di modificare il corpo per poter vivere l’identità che da sempre riconosce come propria, con cui desidera integrare il corpo attraverso le terapie ormonali e chirurgiche.

A SCUOLA

Marta frequenta il penultimo anno di una scuola superiore di un importante capoluogo del centro della Toscana. [2] Dopo alcuni mesi di valutazione psicodiagnostica e di percorso di supporto psicologico, appare vitale il bisogno di Marta di poter esprimere liberamente la sua identità femminile anche in ambito scolastico. Marta vive i primi anni di scuola superiore al maschile, pur con un aspetto fenotipico molto effemminato. Il disagio con il corpo appare da sempre presente nella sua vita, con un aumento significativo dopo lo sviluppo puberale che causano una mascolinizzazione del suo aspetto a causa dei caratteri sessuali primari e secondari. L’identità maschile e il riconoscimento sociale e anagrafico legati al sesso di nascita sono fonte di un crescente disagio, che le causa isolamento sociale, perdita di motivazione e di interesse verso lo studio delle materie scolastiche, seppure Marta sogni di frequentare l’università e diventare insegnante di materie umanistiche, e stati di ansia e depressione del tono dell’umore che si manifestano quando frequenta la scuola. Tende alla chiusura verso i compagni di classe e la sua vita sociale extrascolastica è ridotta al minimo.

LA RIFLESSIONE

Il periodo di lockdown a causa della pandemia del Covid-19 (marzo/aprile 2020) rappresenta per Marta un momento di riflessione profonda che la spinge ad acquisire la consapevolezza completa della sua identità di genere femminile, e a rivolgersi al Consultorio per iniziare il suo percorso di transizione. Da subito la Disforia di Genere di Marta appare chiara e fonte di disagio clinicamente significativo, per cui si rende necessaria la certificazione della stessa e l’avvio della terapia ormonale sostitutiva femminilizzante.

IL RIENTRO A SCUOLA

A settembre 2020, data la ripresa in presenza dell’attività didattica dopo gli ultimi mesi di scuola a distanza, Marta manifesta il desiderio di poter frequentare la scuola al femminile, indossando abiti da ragazza, esprimendo un ruolo di genere femminile e chiedendo il riconoscimento sociale al femminile da parte della comunità scolastica. Tale possibilità rappresenta per lei come per tutti gli studenti T* una forte tutela della loro identità, ed è positivamente correlata al miglioramento della salute e del benessere psicofisico, della performance scolastica e della progettualità di vita. Rappresenta inoltre un fattore protettivo rispetto a patologie secondarie come ansia, depressione, abbandono scolastico.

IL CAMBIAMENTO

Il Consultorio prende quindi contatto con la dirigente scolastica dell’Istituto di Marta, riscontrando fin da subito grande apertura e disponibilità al dialogo, per garantire alla ragazza tutte le tutele necessarie alla libera espressione della sua identità femminile. Il primo colloquio avviene tra me — psicologo del Consultorio — e la dirigente scolastica, che è messa a conoscenza della condizione di Disforia di Genere di Marta e dell’esigenza di consentirle l’espressione di genere femminile, attivando il personale scolastico affinché l’identità di Marta sia formalizzata e riconosciuta.

Nel giro di pochi giorni viene organizzato un consiglio di classe con tutti gli insegnanti e i rappresentanti dei genitori, a cui partecipo spiegando il disagio rispetto all’identità di genere di Marta e i suoi bisogni in ambito scolastico. Successivamente si organizza un incontro in presenza con lo psicologo, la dirigente scolastica, rappresentanti degli insegnanti e compagni di classe di Marta, cui si spiega la sua condizione e l’importanza del relazionarsi a lei al femminile riconoscendo e rispettando la sua identità di genere. Tale incontro è particolarmente sentito dagli studenti, che si informano e si confrontano con lo psicologo attraverso domande e riflessioni costruttive. A livello pratico nel giro di pochi giorni viene modificato al femminile il nome anagrafico maschile di Marta sul registro. Gli insegnanti e il personale non docente della scuola sono informati e iniziano a relazionarsi a lei al femminile. L’account di posta elettronica della scuola di Marta viene modificato al femminile, mostrando così tale nome in occasione delle lezioni online. Nell’edificio scolastico viene consentito a Marta di usare un bagno ad hoc per non dover utilizzare quello maschile, cosa che avveniva negli anni precedenti, con un forte disagio conseguente per la stessa. Grazie alla disponibilità e all’intraprendenza della dirigente e del personale scolastico di fatto Marta ha la possibilità di frequentare fin da subito l’ultimo anno di scuola superiore al femminile. A livello giuridico l’istituzione scolastica si riallaccia al Provvedimento n. 341 del 15.11.2012 del Garante della Privacy, che delibera in materia di tutela della privacy per studenti transgender.

MARTA, OGGI

Al momento attuale Marta è in procinto di avviare la terapia ormonale sostitutiva femminilizzante. Ai colloqui di monitoraggio successivi all’avvio dell’anno scolastico manifesta grande soddisfazione ed entusiasmo grazie all’avvenuto riconoscimento dell’identità femminile a scuola. Appare migliorato il suo stato di salute psicofisica, il rendimento scolastico risulta ottimo, e la vita sociale a scuola migliorata, con apertura verso i compagni e sviluppo e consolidamento delle relazioni. Marta vive stabilmente al femminile sia a scuola sia negli altri ambiti della sua vita.

BUONE PRASSI

Per la nostra attività come Consultorio tale esperienza rappresenta un ottimo esempio e un vero proprio modello di buone prassi di inclusione scolastica per persone transgender, purtroppo ancora non così comuni nella realtà sociale toscana, ma che infonde fiducia e prospettiva rispetto nel futuro.

NOTE

[1] Nome di fantasia.

[2] Il nome della scuola e la città non vengono specificati per la tutela della privacy.

per citare questo articolo

Massimo Lavaggi:

A scuola con Marta,

n. 22 - Genere,

gennaio-aprile 2021

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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Orione è da sempre una rivista impegnata sul tema delle diversità, con l’obiettivo di fare cultura per scardinare convinzioni, stereotipi e pregiudizi, e insieme creare e percorrere una strada che porti all’inclusione di ogni persona.

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Chiunque stia leggendo questo articolo si sarà ritrovato inevitabilmente, volente o nolente, ad ascoltare, attentamente o distrattamente, interpretazioni o conclusioni sul mito dell’androgino, il racconto riguardante le metà che Aristofane espone a tutti i commensali durante simposio di Platone.