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Orpello grafico (dettaglio di copertina)

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La metamorfosi nei profili mitologici e letterari

8 Settembre 2025
Nella mitologia greca, assimilata dal mondo romano, è assai ricorrente la metamorfosi: spetta agli dèi intervenire sulla sorte degli uomini, per punirli o per sottrarli alla morte, a seconda delle circostanze, attraverso una metamorfosi.
Orpello grafico (dettaglio di copertina)

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La metamorfosi nei profili mitologici e letterari

8 Settembre 2025
Nella mitologia greca, assimilata dal mondo romano, è assai ricorrente la metamorfosi: spetta agli dèi intervenire sulla sorte degli uomini, per punirli o per sottrarli alla morte, a seconda delle circostanze, attraverso una metamorfosi.

 I miti narrano come, nei primordi dell’antropologia, il mondo reale veniva spiegato attraverso gli dei; la metamorfosi, “cambiare pelle”, assumere una forma diversa, è infatti qualcosa di assolutamente straordinario e meraviglioso. Le Metamorfosi di Ovidio, opera composta da XV libri, contiene oltre duecentocinquanta leggende e miti riferiti al fenomeno della metamorfosi. Ne cito due, tra i più famosi: la bellissima Dafne rifiuta l’amore di Apollo ed è trasformata nella pianta di alloro, simbolo della natura inviolata; questo mito, descritto nel primo libro, sarà il soggetto di una delle più straordinarie sculture del Bernini, Apollo e Dafne. Aracne, figlia del tintore lidio Idmone di Colofone, abilissima nell’arte della tessitura, osa sfidare Atena in una gara di tessitura; la dea, per punizione, la trasforma in ragno. Il mito spiega l’origine di questo animale e tramanda che l’antica arte della tessitura viene dall’Asia. Ovidio narra nel sesto libro questo mito che sarà citato da Dante (Inferno 17.18 e Purgatorio 12.43-45) come esempio di superbia punita. Per Ovidio la metamorfosi è espressione dell’eterno divenire e mutevolezza dell’universo nella fusione di umano e divino. Omnia mutantur, nihil interit. […] Cuncta fluunt, ominisque vagans formatur imago. «Tutto muta, niente perisce. […] Tutto fluisce e ogni immagine assume una forma vagante». Le trasformazioni tengono insieme dèi, uomini, animali, vegetali e minerali, partecipi di un misterioso tessuto cosmico e prodotti di una stessa energia vitale. Un concetto di cambiamento in divenire ancora oggi di grande attualità che ha nella fluidità e instabilità della realtà i suoi caratteri peculiari. Descrivendo l’origine dell’universo come qualcosa in continuo movimento, Ovidio ha intuito che lo stesso universo è soggetto a metamorfosi e a continue trasformazioni. Ma anche gli dei stessi usano cambiare fattezze per raggiungere uno scopo, generalmente amoroso, e hanno la prerogativa di trasformarsi a proprio piacimento, in varie e diverse forme, come Peleo, Tetide, o Proteo delle cui potenzialità metamorfiche è rimasta traccia nel termine “proteiforme”. Oltre agli dei, anche maghi e streghe possono operare trasformazioni, in virtù dei loro poteri magici. I racconti di fate, le fiabe e le favole, si avvalgono frequentemente del dispositivo magico della metamorfosi; si tratta di un substrato antropologico e culturale che troviamo nelle leggende popolari antiche basate sui riti di iniziazione, e che permane tuttora: il percorso e le trasformazioni dell’eroe, gli ostacoli, il sacrificio per raggiungere una meta e la sconfitta dell’antagonista, come analizzato da Vladimir Propp nei suoi fondamentali saggi sull’argomento. Come nel folklore anche nel mondo classico esistono iconici esempi di maghi che operano trasformazioni, ad esempio la maga Circe che, nell’Odissea, muta in porci i compagni di Ulisse. Un esempio noto di metamorfosi lo troviamo in Apuleio con la storia di Lucio che diventa un asino a causa della sua eccessiva “curiositas” ma che, attraverso un percorso di formazione, ritroverà le fattezze umane superando delle prove iniziatiche per purificarsi dai propri errori. Le peripezie di Lucio sono un’allusione allegorica alle difficoltà che l’uomo deve affrontare per raggiungere la purezza. La letteratura è una miniera inesauribile di personaggi che subiscono una metamorfosi, sia per punizione, sia per emancipazione. Da sempre la trasformazione di un essere animato o inanimato in altro essere ha suscitato stupore. Passando dal mondo greco-latino al Medioevo, non mancano esempi noti come la perdita della dignità della fattezza umana per regredire allo stato animale o vegetale; nell’Inferno dantesco i suicidi vengono puniti diventando alberi, le cui fronde sono straziate dalle Arpie (Canto XIII). Nelle poesie amorose del Medioevo la persona innamorata desidera trasformarsi in qualcos’altro per piacere all’amato. Nelle novelle popolari la testa dell’innamorato morto torna a vivere nella pianta di basilico; attraverso la trasformazione egli continua ad esistere sia pure in forma diversa e ciò rende possibile l’accettazione del lutto e il dolore dell’assenza. In molte leggende europee medioevali compare la figura del lupo mannaro, un uomo che nelle notti di luna piena si trasforma in lupo assassino (licantropo), con più e diversi significati: simbolo di forza, ma anche dei retaggi istintuali animali presenti nell’uomo; rappresentazione della punizione divina e della metamorfosi come bisogno di assumere un’altra identità, nascosta, per  liberarsi di quella esibita in pubblico. L’attuale bonario Mago Merlino era in origine un orrido mostro metà uomo metà demone. Dalla sua prima apparizione nella letteratura medievale, si è poi evoluto nell’arco dei secoli trasformandosi da anonimo bardo del Galles in uno stregone “mutaforma”. È al centro della leggenda di Re Artù come uno dei suoi personaggi più affascinanti. Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes, nobile decaduto di provincia che si appassiona follemente alle vicende narrate dai poemi cavallereschi, al punto da credere che siano realtà, rappresenta un interessante genere di metamorfosi, intendendo la follia o la perdita della realtà come acquisizione di nuova identità. Mentre le trasformazioni che avvengono nelle parti esterne del corpo sono visibili e lasciano inalterata la mente di chi è oggetto di tali trasformazioni – caso emblematico quello del povero Gregor Samsa che si ritrova mutato in scarafaggio ma continua a pensare come un essere umano – la follia è una metamorfosi della mente di un individuo che seguita a conservare lo stesso corpo, la sua immutata esteriorità. Cuore di cane di Bulgakov è anche una condanna delle sperimentazioni eugenetiche: non basta trapiantare l’ipofisi e i testicoli di un uomo nel corpo di un cane per fare di un cane un uomo. Ciò che si genera sarà un mostro, un uomo regredito a cane e non un cane che diventa uomo. I grandi mostri della letteratura, come Frankenstein di Mary Shelley, ci fanno riflettere sul rapporto tra scienza ed etica, sul tema del diverso e alle tragiche conseguenze che rendono vittime e carnefici nel contempo gli esseri creati artificialmente dalla mano dell’uomo. La vicenda della nota storia del Dottor Jekyll e Mister Hyde, dal temperamento opposto ma che nell’epilogo del romanzo si rivelano essere la stessa persona, mette in luce un aspetto cruciale del concetto di metamorfosi. Persone insospettabili, miti, civili, pacate, apparentemente amorevoli e altruiste, possono nascondere un lato oscuro ed essere brutali e crudeli, il diavolo in persona. Il romanzo evidenzia l’ambiguità dell’essere umano in quanto non esiste il bene o il male in assoluto ma coesistono in ogni uomo. Anticipando Freud, Stevenson ci vuole comunicare che sta a noi tenere a bada le pulsioni negative, istintuali, ma non sempre ci riusciamo, e ne siamo vittime. Questo romanzo risente degli influssi del romanticismo e delle tendenze filosofiche letterarie e artistiche del tardo Settecento e dell’Ottocento, caratterizzate dal fascino per il fantasioso, il misterioso, lo spiritualismo e l’esoterico ma resta tuttora un classico della letteratura e attualissimo per gli spunti di riflessione sul doppio, l’alterità, l’ambiguità dell’essere umano che può subire metamorfosi e diventare irriconoscibile quando diventa preda delle passioni, come i protagonisti del romanzo Thérèse Raquin di Zola, o quando diventa dipendente da sostanze o vittima di comportamenti patologici come Il Giocatore di Dostoevskij. La letteratura per l’infanzia e per ragazzi è zeppa di esempi di metamorfosi. Pinocchio da burattino discolo e indisciplinato diventa un bambino obbediente; orfani ridotti in miseria e soli al mondo, grazie a poteri magici, diventano ricchi e felici; Il brutto anatroccolo si trasforma in candido cigno, Alice e Gulliver diventano giganti o rimpiccioliscono a seconda dell’avventura che vivono, e così via.

Negli anni più recenti la Rowling con la saga di Harry Potter ha creato ben quattro personaggi soggetti a metamorfosi solo nel libro III. Suggestivo il caso del “Molliccio”, immaginato come un’entità multiforme che ha la facoltà di trasformarsi in esseri diversi col potere di suscitare a chi gli sta più vicino ciò di cui ha paura. In una prospettiva diversa anche il protagonista dell’opera pirandelliana Uno, nessuno e centomila, è soggetto a continue metamorfosi in quanto assume coscienza del fatto che non ha una propria identità. Chi sono io? Come mi vedono gli altri? Io sono come mi vedono gli altri? Sono quello che penso di essere o come penso sono agli occhi di un altro o degli altri? La trasformazione di Gregor Samsa in uno scarafaggio è forse interpretabile come la somatizzazione di un’esistenza alienata, grigia e regredita allo stato animale. È una vita priva di stimoli, emozioni e piaceri, quella dell’impiegato Samsa,  intrappolato in una routine  che non vuole più accettare. Gregor non sa e non si chiede perché sia diventato uno scarafaggio; cerca di adattarsi alla nuova condizione di vita, ma la diversità del suo corpo, il suo essere diventato un insetto spregevole e inutile, all’inizio lo isola dal mondo, poi genera pietà e infine fastidio e paura, per poi suscitare sensi di colpa al momento della sua morte – ma sarà una parentesi breve – la vita dei suoi familiari e delle persone a lui vicine andrà avanti, e Gregor resterà solo un ricordo. Nell’arte contemporanea, il tema della metamorfosi e dell’identità, aperta a infinite possibili trasformazioni, ha affascinato molti artisti che hanno sperimentato attraverso opere in cui il loro stesso corpo diventa oggetto di travestimenti e sdoppiamenti di identità. Mentore è Marcel Duchamp, ma ricordiamo anche in particolare l’istrionico Luigi Ontani. L’arte dialoga con l’esperienza letteraria in vari modi e non è raro trovare il tema della metamorfosi trattato sia in un dipinto o scultura sia in letteratura o poesia dallo stesso autore o da scrittori che sono stati influenzati dall’opera d’arte. Oltre agli esempi di trasformazioni mitologiche e fantastiche di cui abbiamo sopra scritto, esiste anche un tipo di metamorfosi silente, come la vecchiaia, che riguarda il destino di tutti gli uomini. Basta guardarsi nello specchio o confrontare le foto dei vent’anni con quelle dei settant’anni per avere di fronte agli occhi la realtà di una metamorfosi evidente. Ero io quello/a? Sono io ora quello/a? È eloquente in proposito la citazione tratta da Albert Camus: «Dentro questo corpo che invecchia c’è un cuore ancora così curioso, così affamato, ancora pieno di desiderio come lo era in gioventù. Mi siedo vicino alla finestra e guardo il mondo passare, sentendomi un estraneo in una terra straniera, incapace di relazionarmi con il mondo esterno eppure dentro di me brucia lo stesso fuoco che una volta pensava di poter conquistare il mondo». Ma ogni età della vita, nello sviluppo evolutivo dell’uomo, è il prodotto di una metamorfosi, il passaggio dall’età infantile all’adolescenza e poi all’età adulta. La differenza è che le fasi evolutive avvengono per gradi, ci si trasforma un po’ alla volta, nessun bambino diventa improvvisamente un giovane e nessun giovane diventa improvvisamente vecchio. Il romanzo di formazione può essere considerato un percorso verso la metamorfosi: Il Giovane Holden, ad esempio, da confuso adolescente, attraverso esperienze e vicissitudini, diventa adulto. Esiste, poi, un tipo di metamorfosi che appartiene ai processi storici, alla filosofia delle idee e al pensiero politico, un caso eclatante è rappresentato dalle rivoluzioni sociali, argomento molto trattato in letteratura. Queste generano cambiamenti epocali e sono il prodotto di più circostanze e di più e diversi fatti che concorrono. Partono dalla presa di coscienza degli artefici della propria condizione di subalterni per arrivare ad avere una diversa visione di sé e una differente identità. Molte di queste rivoluzioni si concludono in illusioni, esperimenti falliti, duramente repressi come leggiamo nel romanzo Il resto di niente di Enzo Striano, o nell’opera teatrale La Morte di Danton-Leonce e Lena-Woyzeck di Georg Büchner rivoluzioni che lasciano tracce spesso sanguinose ma non le metamorfosi sperate. Gli anni che stiamo vivendo sono contraddistinti da una straordinaria metamorfosi dei cui effetti non siamo ancora pienamente consapevoli. Passare dalla cabina telefonica a gettone alla videochiamata da casa, dal primo calcolatore elettronico ENIAC  all’intelligenza  artificiale ci immette in una nuova era. La letteratura è stata una grande interprete dell’evoluzione dei tempi, basta citare 1984 di Orwell. Vari scrittori visionari come Isaac Asimov hanno prefigurato l’I.A., una metamorfosi del nostro stesso sistema produttivo, relazionale, sociale che ci fa riflettere sui limiti consentiti ai robot nel prendere decisioni autonome. Philip K. Dick, immaginando un mondo popolato da replicanti, pressoché indistinguibili dagli umani, solleva l’interrogativo se è fattibile che una macchina sia in tutto e per tutto simile all’uomo. Nel romanzo di Kazuo Ishiguro Klara e il sole, Klara è un’umanoide programmata per avere una sofisticata intelligenza artificiale, tanto da sembrare che abbia un’anima. A quali conseguenze ci porterà questa straordinaria e vorticosa metamorfosi? Ma questo è un altro capitolo e un altro tema per Orione.

per citare questo articolo

Nicla Iacovino:

La metamorfosi nei profili mitologici e letterari,

n. 35 - Metamorfosi,

settembre-dicembre 2025

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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In questo numero

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La moglie di Lot si volta a guardare Sodoma bruciare e si trasforma in una statua di sale, Gregor Samsa, nel racconto di Kafka, risvegliandosi, si trova mutato in uno scarafaggio, Yeong-Hye, nel romanzo La Vegetariana di Han Kang, di fronte alla insopportabile violenza del genere umano, decide di rinunciare a tale condizione e vuole trasformarsi in pianta, nutrendosi solo di liquidi.