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Orione 29 - Colore - Omaggio a Vincent Van Gogh, illustrazione di Bruna Pallante. Dettaglio di copertina

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Cromorama

4 Settembre 2023
Il libro non si presenta come un saggio ma come un racconto di alcuni fatti storici letti in chiave contemporanea. Ricordiamo che ogni epoca è figlia del suo tempo, ma senza dubbio è influenzata dal padre, il passato.
Orione 29 - Colore - Omaggio a Vincent Van Gogh, illustrazione di Bruna Pallante. Dettaglio di copertina

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Cromorama

4 Settembre 2023
Il libro non si presenta come un saggio ma come un racconto di alcuni fatti storici letti in chiave contemporanea. Ricordiamo che ogni epoca è figlia del suo tempo, ma senza dubbio è influenzata dal padre, il passato.

Falcinelli, parlando del colore, pone l’accento sulla storia del nostro sguardo moderno e di come si è formato nel tempo. Il libro è diviso in quattro parti, utilizzando i diversi colori come titoli di ogni capitolo. Nella prima parte si parla degli Sguardi, la parte seconda è dedicata alle Storie, la parte terza agli Artefatti, la parte quarta alle Percezioni. In generale, vi è un’analisi della società attuale e di come è influenzata dai mass media. Quest’ultima comunica e amplifica le abitudini cromatiche di ciascun individuo. Il colore diventa un’idea, un’aspettativa. Ad esempio, pensiamo alla matita. Il primo colore a cui la associamo è il giallo. Infatti, «la matita gialla è più matita di qualsiasi altra. È un archetipo, un modello mentale a cui rapportiamo tutti gli altri». Questo avviene nell’era dell’industrializzazione, dove la maggior parte degli individui sono inclini a preferire la serie e non l’eccezione. La serie in qualche modo, ci fornisce dei veri e propri strumenti mentali con cui pensare il mondo. 

Tanti sono gli approcci, gli studi e le competenze della storia del colore. Sono pienamente d’accordo con l’autore, dal momento in cui ci fa riflettere che per comprendere cos’è il colore, non bisogna chiedersi qual è la sua funzione, a cosa serve ma bisogna guardare al passato, quali sono le idee che gli uomini se ne sono fatti. Filosofi, designer, storici, scrittori, commessi, astrologi, biologi, pasticceri. Ognuno ha una visione diversa a riguardo. Il fisico quando ci parlerà del colore userà il termine “brillanza”, un designer invece parlerà di “luminosità”, e così via. Con il fisico Newton (1642-1727), il colore smette di essere «un’entità sfuggente e si intravedono per la prima volta le regole che lo governano». Egli, usando un prisma di vetro, scompone la luce bianca del sole nel cosiddetto spettro dell’iride, dove i colori sfumano. Attraverso i vari esperimenti, Newton dimostra che il nostro occhio è in grado di cogliere uno spettro di colori, rintracciandone sette fondamentali: rosso, arancio, giallo, verde, blu, indaco e violetto. 

D’altro canto, lo scrittore Wolfgang von Goethe (1749-1832) scrive due libri sul colore davvero rivoluzionari: La Teoria dei colori (1810) e La Storia dei colori (1810). Indaga l’aspetto fenomenico del colore. Attraverso esempi pratici e concreti, fornisce spunti importanti a chi con il colore realizza oggetti di design, vestiti o quadri. Rivoluzionario è il cerchio cromatico del pittore Johannes Itten (1888-1967), i colori sono divisi in primari, secondari e terziari. Questa suddivisione si basa sulla loro miscibilità. A differenza del passato, dove la cosa importante era che i colori fossero durevoli nel tempo, ciò che conta oggi è avere la vastità di colori, l’assortimento. 

«Il colore, non è soltanto una percezione o una qualità delle cose, ma una categoria psicologica che esiste insieme al modo di produrlo, di diffonderlo e di narrarlo».

Cerco, in piccola parte, il senso del colore all’interno delle opere che vado a guardare. Guardare. Ho scritto guardare e non vedere. Quest’ultima è una percezione superficiale. Guardare, invece, è soffermare il proprio sguardo su qualcosa, dare maggiore attenzione. Ciò che conta realmente per me è osservare, scrutare, godere della bellezza di un’opera. Non una bellezza qualunque, ma unica e irripetibile e resa tale anche attraverso le diverse tonalità di colori. 

Per concludere, il libro è versatile, seppur conta di 470 pagine, è piacevole da leggere e da osservare. È ricco di illustrazioni che dialogano perfettamente con le parole. Mi ha dato spunti di riflessione sul perché preferisco un colore caldo rispetto a un colore freddo. Ad esempio, mi identifico con un giallo, il colore più luminoso. Ha la caratteristica di essere attivante e vivace; per la sua luminosità ha la capacità di irradiamento ed espansione nelle zone circostanti; il colore dell’oro, del grano maturo. Potrebbe esprimere anche emozioni negative come gelosia, rabbia e invidia. Due facce della stessa medaglia in cui ognuno legge la sua storia, le sue abitudini, la sua appartenenza, la sua emotività. L’associazione di piacevolezza, brillantezza o negazione di un colore credo dipenda molto dal nostro vissuto e dal nostro sguardo al presente e al futuro.                                                        

Il libro ”Cromorama” di cui si parla nella recensione in primo piano. Sullo sfondo, molto sfocato, dorsetti colorati di altri libri: siamo chiaramente in una libreria.

per citare questo articolo

Carmen Sorrentino:

Cromorama,

n. 29 - Colore,

settembre-dicembre 2023

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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In questo numero

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Esistono i colori in natura? Alla domanda apparentemente provocatoria si potrebbe rispondere sì e no, in quanto è il nostro cervello che, attraverso alcune cellule nervose, i fotorecettori chiamati coni, presenti nella parte più sensibile della retina (fovea) convertono alcune lunghezze d’onda dei fotoni della luce in segnali che definiamo colori.