Sicuramente è oggettivo il fatto che questo termine contenga una radice che porta al concetto del bello e anche del buono. E ciò acccade in tanti campi, basti pensare all’arte attraverso i secoli, durante i quali il concetto della bellezza non è mai statico ,ma acquisisce sfumature diverse a seconda delle epoche. Pensando a un possibile concetto di bellezze, credo che esse arrivino a ciascun individuo in maniera diversa. Andando avanti negli anni, il tratto di strada che ho percorso mi ha insegnato che bisogna avere sempre il taccuino aperto, non bisogna avere pregiudizi, ed è necessario sempre e comunque saper ascoltare. Questo atteggiamento, al quale naturalmente sono arrivato con gli anni della maturità e che spero di saper conservare, mi ha permesso di comprendere storie, errori, passioni, sicuramente non sempre condivise, che però mi hanno fatto scoprire tanti e diversi tipi di bellezze, diverse nelle loro essenze e forme numerosissime. Ho appreso e, ne sono convinto, che in ogni persona, anche nel più cattivo tra noi, c’è una traccia labile di un riscatto, l’angolo nascosto di una umanità sconfitta e quindi una forma di bellezza che molte volte, non riusciamo a individuare o, perché il nostro cuore è rinchiuso tra sbarre o, perché a volte, queste sbarre opprimono il cuore dell’altro. Credo che è sempre la relazione, l’atteggiamento in cui ci poniamo nei confronti dell’altro — ed è sempre e solo una relazione accogliente — a essere il punto determinante che consente una piena visione della bellezza per far si che se ne possa esserne fruitori. Ed ecco allora che le bellezze si liberano… Non sono più ingabbiate in un superficiale concetto del bello, ma emergono ad esempio in una persona che ha dei limiti, in una persona diversa dalla nostra cultura, da un figlio che non è il nostro, e potrei continuare a elencare e ciò succede quando riusciamo a guardare con occhi diversi, anche quando convenzioni fanno da ombra o oscurano del tutto. L’avere un animo sgombro, privo di prevenzioni, accende a mio parere la luce delle bellezze; e così nel nostro universo possiamo cogliere varie e intense bellezze: storie di tenacia, di intelligenza, di fantasia ,di speranza infinita, storie di amore e di dolore che possono sembrare incredibili in determinati contesti ma che pur tuttavia vivono e che possiamo sentire e toccare con mano. La recente pandemia, se da un lato ha minato le nostre certezze, dall’altro forse ci ha spinti a vedere e a riflettere tanti temi con nuove prospettive. Credo che ci siamo un po’ tutti convinti del fatto che dobbiamo essere noi stessi a seminare bellezze, cercando di restituire il valore a ogni cosa, dignità a ciascun individuo. Soltanto così si potranno raccogliere i frutti, molti, di infinite bellezze.
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Per chi progetta cose, dall’architetto che progetta case a chi, come me, progetta la comunicazione, il concetto di bellezza è indissolubilmente legato a quello di funzione d’uso: se una cosa funziona e raggiunge l’obiettivo per cui è stata pensata, allora è bella.