Voglio porre l’accento sull’importanza del “Gesto sportivo tra corpo e mente”, sui vantaggi che da esso possono scaturire e dei traguardi che si possono raggiungere. Bisogna parlare infatti di uno sport per tutti, strumento di integrazione, ed evidenziare possibilità e potenzialità, ancora poco conosciute, e per questo non sempre sfruttate. Anche se le cose fortunatamente sono molto cambiate rispetto ad una volta, si parla ancora troppo poco di disabilità. Per questo motivo è necessario sgretolare sempre di più le barriere mentali, quelle molte volte le più resistenti e far sì che si sappia e si possa toccare con mano cosa succede se si creano le giuste opportunità per i disabili nel mondo dello sport. Ritengo infatti che l’informazione e la conoscenza siano elementi fondamentali e azioni indispensabili che vanno fatte e che devono essere sostenute da tutta la società, in primis dalle istituzioni in modo che la famiglia con un ragazzo disabile, sappia come muoversi ed abbia quante più scelte possibili, determinanti per il raggiungimento dell’autonomia. Lo sport aiuta ad acquisire una maggiore sicurezza nei movimenti, i muscoli si rinforzano; dal punto di vista psicologico aiuta a riacquistare fiducia e stima di sé; in questo senso il gesto sportivo consente alla persona di trasformarsi da fruitore passivo a protagonista dell’azione. È tempo ed è ora che tutte le palestre diventino accessibili a tutti. Basket, tennis e rugby in carrozzina, equitazione, vela, nuoto, sci di fondo, sono solo alcuni degli sport che possono essere praticati dalle persone con disabilità, da soli o in squadra. Ormai da anni le Paralimpiadi affiancano le più popolari Olimpiadi e sempre più atleti vi partecipano. Oggi grazie all’innovazione tecnologica ci sono atleti che hanno la possibilità di gareggiare con successo in quasi tutte le gare sportive e con l’introduzione di nuovi materiali e di sofisticati ausilii ha permesso di superare i limiti legati alle complesse problematiche legate alla disabilità e di rivoluzionare il mondo dello sport paralimpico. Cosa da non dimenticare, l’attività sportiᆳva facilita lo scambio con le altre persone, anche con quelle che presentano la stessa disabilità, favorendo così rapporti di amicizia, che altrimenti sarebbero difficilmente realizzabili. Lo sport in questo caso può quindi essere visto anche come strumento di integrazione e di inclusione, e di conoscenza del mondo delle persone con disabilità, una realtà che troppo spesso passa inosservata o della quale si conosce ancora troppo poco.
|
Sedici i titoli mondiali vinti per lo sci nautico. Cinque le medaglie d’oro vinte nelle ultime edizioni dei mondiali di sci nautico. Tre gli anni che aveva quando ha iniziato a nuotare. Dodici gli anni che aveva quando ha vinto il primo argento in una competizione internazionale.