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alessandro bordini

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Partire è vedere di più anche ad occhi spenti

6 Maggio 2019
Spesso la gente non si rende conto che il mondo non è solo un piatto foglio di rivista patinata, oltre ai colori ci sono forme, odori, suoni, sensazioni fisiche e mentali, attrazioni energetiche e dimensioni d'animo che esulano dal semplice vedere.
alessandro bordini

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Partire è vedere di più anche ad occhi spenti

6 Maggio 2019
Spesso la gente non si rende conto che il mondo non è solo un piatto foglio di rivista patinata, oltre ai colori ci sono forme, odori, suoni, sensazioni fisiche e mentali, attrazioni energetiche e dimensioni d'animo che esulano dal semplice vedere.

Sicuramente ci sono tanti dettagli che non posso cogliere, viaggio spesso da solo e le immagini che si formano nella mia mente dipendono da tanti fattori, non per ultimo la capacità descrittiva delle persone che mi circondano. Rimane il fatto che il viaggio più è vita, vita reale, non si tratta di una parentesi nella quotidianità chiamata pacchetto turistico, il cui inizio e la cui fine sono rappresentate da forse quindici giorni evidenziati sul calendario, durante i quali vige la regola vacanza. Credo che andare in vacanza, per molti, significhi staccare la spina; quando parti per un viaggio, invece, inserisci la spina, attivi tutti gli interruttori e apri fino all’ultima presa d’aria, i pori del tuo cervello sono tutti dilatati, pronti ad assorbire ogni spasmo di vita, dalle situazioni più tradizionali alle più inusuali. Quando si è in movimento, ci si trova ad attraversare intrecci di vite sconosciute, si assaporano gusti nuovi e tutti gli usi, tutte le culture con cui si entra in contatto lasciano un velo sulla nostra pelle e nella nostra anima. Da quel momento in poi saremo segnati: ogni luogo visitato, ogni lingua ascoltata, avrà innestato in noi una cellula di memoria, che ti farà sentire, seppur in minima parte, legato a quel suono e a quel sapore che, ormai, non è poi così straniero; ti sentirai sempre più figlio di ogni terra. Guardandomi indietro mi trovo a pensare a quanti sbagli ho commesso nell’arco di questi due anni, con l’esperienza di oggi avrei potuto affrontare certe situazioni in maniera più adeguata. Questo è un perfetto esempio di rimpianto, è sufficiente soffermarsi a riflettere pochi istanti per rendersi conto di quanto inconsistenti e inutili siano i rimpianti: ogni errore commesso, ogni sbaglio, ha avuto un suo significato ed ha apportato un certo cambiamento nella nostra vita, se si riconosce e accetta tutto ciò, con umiltà e giusto senso critico, allora errore sarà sinonimo di crescita, di evoluzione; allo stesso modo, viaggiando con apertura verso il nuovo e il diverso, pronti a mettere in discussione se stessi e le proprie convinzioni, giorno dopo giorno, avremo la fantastica opportunità di confrontarci con altre verità, analizzarle, approfondirle, decidere che ci piacciono e farle nostre oppure confermare le nostre convinzioni iniziali. Una cosa meravigliosa sta nel fatto che si può fare questo gioco ogni giorno, dall’alba al tramonto, senza limiti di tempo, senza regole, man mano che si procede in questo percorso di conoscenza e arricchimento, ci si accorge che ci stiamo aprendo sempre più alla vita e la vita si apre a noi. Ed è proprio questo concetto, quello del lasciarsi andare, che mi risulta è più complicato da spiegare ai più, che temono i numeri, le statistiche, le previsioni meteorologiche ma soprattutto temono la vita.Moriremo tutti un giorno, le statistiche dicono che lo 0% di noi ha la possibilità di vivere in eterno; passiamo quindi ai numeri: come mai vivere solo 1000 giorni dovrebbe essere peggio che viverne 10 mila? Perché forse, dopo aver passato i primi 1000 a temere per terribili cose che ci potrebbero accadere, avremo a disposizione altri 9 mila anni da spendere trincerandoci nelle nostre angosce? Il viaggio della vita non è una gara a punti, dove vince chi arriva più lontano. È una fantastica possibilità che ognuno di noi ha, indipendentemente se quando sparano la partenza ci si trova in prima fila, in mezzo, in fondo al gruppo, se si parte già in ginocchio o se si cade dopo pochi istanti. L’importante è partire, perché una volta partiti il traguardo è già stato raggiunto. Sapevo questo fin dal giorno della mia partenza, sapevo che una volta partito sarei anche arrivato, per il semplice fatto che partenza e arrivo si sarebbero fusi in un’unica essenza. Per questo non c’è stato per me il posto più pericoloso, non c’è stata la paura di cosa sarebbe potuto succedermi, se avessi avuto paura sarei rimasto a casa. Non smetterò mai di ripeterlo, agli altri e a me stesso: tutto dipende dalla nostra mente, da come decidiamo di approcciarci ad una situazione, se con positività o con timore. Inutile dire ormai quale sia la direzione che preferisco. Sono partito per dimostrare che con questa predisposizione mentale, il mondo poteva essere un luogo sicuro anche per me, che non ci vedo e che mi fido di ciò che la vita mi proporrà ogni giorno. A proposito delle previsioni meteorologiche, ieri qualcuno mi ha detto che oggi avrebbe piovuto. Non ci ho dato retta e ora vado a godermi questa bella giornata di sole!

per citare questo articolo

Alessandro Bordini:

Partire è vedere di più anche ad occhi spenti,

n. 5 - Viaggio in un mondo fantastico,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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