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La formazione diventa uno stile di vita

6 Maggio 2019
Ispirando il suo nome ad una poesia di Gianni Rodari, La luna al guinzaglio è una realtà in cui coltivare processi creativi non convenzionali dedicati a tutte le infanzie dell’uomo, prescindendo dalla sua età anagrafica.

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La formazione diventa uno stile di vita

6 Maggio 2019
Ispirando il suo nome ad una poesia di Gianni Rodari, La luna al guinzaglio è una realtà in cui coltivare processi creativi non convenzionali dedicati a tutte le infanzie dell’uomo, prescindendo dalla sua età anagrafica.

La Luna al Guinzaglio è un’associazione culturale nata a Potenza nel 2003. Nel 2008 ha dato vita ad uno spazio autogestito, il Salone dei Rifiutati, un’officina creativa dove lavorare sulla possibilità di dare nuova vita alle cose considerate di scarto, realizzando mostre didattiche, allestimenti interattivi, workshop e percorsi di formazione per diverse utenze. L’ associazione coinvolge scuole, insegnanti, operatori, professionisti e artisti in processi didattici e ricreativi, il cui obiettivo è la sostenibilità, l’inclusione sociale e l’autonomia. Il percorso laboratoriale «Il Museo dell’Oggetto in Vacanza» ideato e realizzato da La luna al guinzaglio, in collaborazione con la Fondazione Sinapsi, ha offerto l’occasione alle famiglie di sperimentarsi in un percorso creativo e plurisensoriale, tanto leggero quanto carico di importanti esperienze per tutti. Il Museo degli oggetti in vacanza è l’esito di un appuntamento tra persone e cose, frutto di un via vai di incontri. È il risultato della creatività in movimento, della fantasia spensierata tipica di chi va in vacanza e incontra conchiglie, foglie, sabbia, sassi, palette, rastrelli: oggetti di uso quotidiano insomma. Da una parte ci sono loro, gli “abitanti” dell’Aperto e dall’altra ci siamo noi, gli uomini, esseri che pur andando in giro per l’Aperto, alla fine abbiamo sempre bisogno di tornare a una casa, una qualsiasi. Ragionare su un piano creativo non è cosa scontata: anche gli artisti più affermati necessitano di condizioni favorevoli per attivare l’emisfero del cervello deputato alla fantasia e all’immaginazione. Dalla nostra esperienza abbiamo imparato che in realtà non ci sono individui che non possano attingere a questa risorsa: basta solo andare per gradi. Nascono così attività propedeutiche allo sviluppo della creatività, che permettono di aprire finestre nuove e di scoprire nuovi orizzonti con occhi diversi. Gli operatori de La luna al guinzaglio abbracciano in pieno la logica didattica che utilizza il linguaggio dell’arte come processo per fare esperienza del mondo attingendo ad un potenziale inesplorato. Molte delle attività che hanno come obiettivo l’inclusione, l’empowerment e la promozione dell’autonomia, si ispirano a Bruno Munari, designer, artista e creativo, imparando da lui e utilizzando la sua straordinaria capacità di tradurre il mondo in una lingua universale e geniale, che si potrebbe definire “basic design”. Alcuni esempi di attività dell’associazione sono le affinità morfologiche, attraverso cui decontestualizzare immagini ritagliate dai giornali, da ricontestualizzare su un foglio bianco, per dare nuove possibilità alle linee e ai colori di abitare uno spazio un modo fantastico e sorprendente. Oppure si possono utilizzare oggetti di uso quotidiano o di scarto per creare collage di storie e personaggi dal volto umano, per dare nuove possibilità alle cose. Oggetti che possono “essere” ma anche “diventare”, attraverso cui sottolineare il potenziale cambiamento delle cose, nelle persone e nella vita stessa. Un modo leggero per poter sviluppare un atteggiamento positivo e di esplorazione delle proprie attitudini. Attraverso l’osservazione si apre la fase in cui un oggetto rotto, terminata la sua missione iniziale, si appresta a vivere un cambiamento e , quindi, a vestire un altro senso. Questa dinamica permette di lavorare con i partecipanti sulle possibilità di sentirsi liberi, non giudicati e non valutati, cercando di far mergere la loro fantasia e di allenare ciò che chiamiamo brainplasticity, ovvero la capacità di spaziare agevolmente dal piano reale a quello immaginifico e viceversa. Un processo che permette a tutti di esprimere il proprio vissuto emotivo e di provare, come giusta conseguenza, la soddisfazione che deriva dal creare qualcosa di unico e personale. Nel corso degli anni La luna al guinzaglio ha sempre caratterizzato i suoi percorsi, soffermandosi su alcuni aspetti apparentemente collaterali ma in realtà efficaci per la buona riuscita di un lavoro: la musica, il gioco e i sensi. La musica abita lo spazio e dà voce al silenzio, scioglie la tensione, permette di predisporsi al contesto dialogico, facilita lo scambio e rende accogliente un contesto. Al fine di creare un gruppo partecipativo, propositivo ed armonioso, la componente ludica è fondamentale. Pertanto i processi tengono sempre in considerazione la possibilità di introdurre giochi sempre diversi e inediti, per alleggerire i momenti teorici e favorire la partecipazione di tutti. I giochi , fra l’altro, hanno l’obiettivo di imparare ad agire gli stessi oggetti in modo diverso e prospettano ai partecipanti l’esperienza di concetti quali l’attesa del turno, il rispetto delle regole, la gestione della sconfitta, l’entusiasmo della vittoria. Il filo rosso di tutte le progettazioni la tutela ambientale e la sostenibilità a tutto tondo. L’oggetto rotto è una realtà fuori dalle comuni regole. Una tazza senza manico, ad esempio, presenta sì una diversità strutturale ma non funzionale, poiché conserva la sua identità di contenitore. In quest’ottica non risulta difficile comprendere la correlazione semantica con la diversabilità. Cose e persone sono parte di uno stesso ambiente, attori in una relazione di reciprocità. Il legame tra il singolo individuo e il suo contesto, è il fulcro intorno al quale gravitano tutte le attività proposte. L’essere umano fatica sempre più a sentirsi parte di un insieme, di un luogo, di una realtà che possa rappresentarlo profondamente: attraversare, tramite l’incontro con le cose di casa e le cose scartate, gli spazi quotidiani, è un modo per far acquisire ai partecipanti maggiore consapevolezza del mondo. Dal senso dell’appartenenza alla propria casa, infatti, nasce il rispetto dell’ambiente naturale, come dice l’antropologo Franco La Cecla. La Luna al guinzaglio porta da tempo avanti la mission ambientalista e la sua lotta alla logica dell’usa e getta nel tentativo di recuperare le relazioni umane e l’inclusione sociale. Lungo questa traiettoria l’associazione ha dato vita al centro sperimentale “il Salone dei Rifiutati” , dove intorno al tema della sostenibilità le persone si incontrano, si confrontano, creano una rete solidale attraverso momenti di condivisione informali capaci di aprire sempre nuove prospettive.

per citare questo articolo

La luna al guinzaglio:

La formazione diventa uno stile di vita,

n. 2 - Formazione,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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