Affrontare queste sfide è cruciale per il futuro del nostro continente, ed è possibile attraverso le opportunità fornite dall’utilizzo delle innovazioni in settori strategici quali quello della salute, e dal coinvolgimento dei cittadini, che consente di supportare società inclusive ed innovative, dove si realizza una integrazione sostenibile. A questo scopo, è necessario che il progresso sociale ed economico vadano di pari passo per generare valore sociale e, data la multidisciplinarietà di molte di queste sfide, è indispensabile un dialogo multidisciplinare. Una delle situazioni più importanti da affrontare è l’invecchiamento della popolazione: entro il 2020, un quarto degli Europei avrà più di 60 anni e ciò determinerà un impatto sulle nostre economie, sulla sanità, sul mercato del lavoro. Le nostre società dovranno migliorare la robustezza della salute e supportare i cittadini affinché restino sani e attivi con l’avanzare dell’età. Questo implica scelte strategiche che potenziano la prevenzione e la promozione della salute, migliorano l’autosufficienza, potenziano il coordinamento delle cure e la gestione integrata delle patologie croniche. Salute e benessere dipendono da determinanti genici e caratteristiche individuali, ma l’ambiente in cui viviamo influenza la nostra salute per tutta la vita, e determina il modo in cui invecchiamo e in cui rispondiamo a criticità quali la malattia o la disabilità. Ambienti adeguati a stimolare una vita sana e attiva sono accessibili, inclusivi, sicuri, supportivi dell’autonomia personale. Promuovono la salute e prevengono o ritardano l’inizio della malattia e il declino funzionale e riescono a fornire servizi incentrati sulle persone, facilitando il recupero di eventuali perdite funzionali attraverso l’aiuto offerto alle persone nel continuare a fare le cose che ritengono importanti. Per migliorare l’impatto degli ambienti in cui viviamo sulla nostra salute, è di fondamentale importanza aumentare la consapevolezza di quello che si può fare al livello locale nel campo delle politiche innovative per il lavoro ed in quello della silver economy, stimolando la messa in rete delle esperienze replicabili. La creazione di ambienti che forniscano a ciascuno l’opportunità di stare bene è indispensabile a raggiungere l’obiettivo della salute per tutti, senza discriminazioni di sesso, età, condizioni di salute, stato socioeconomico. La creazione di ambienti di vita senza barriere, e di spazi pubblici accessibili e sicuri, aumenta il livello di protezione delle persone più fragili da parte della comunità, migliora la coesione sociale e stimola la crescita sostenibile perché riduce le diseguaglianze.
L’EQUITÀ IN SALUTE
In Europa sono in crescente aumento le disuguaglianze sanitarie tra i diversi gruppi socioeconomici, che si riflettono in significative differenze nello stato di salute e nel tasso di mortalità. Tali disuguaglianze riflettono il fatto che le nostre economie di mercato non stanno generando benessere in modo equo ed efficace. La salute è un facilitatore della partecipazione sociale ed economica alla vita quotidiana, e rappresenta il motore dietro le nostre economie. La salute è una determinante chiave di benessere, felicità e soddisfazione delle persone, e in tutti gli studi europei i cittadini valutano sistematicamente la salute sopra tutti gli altri aspetti della loro vita. Le disuguaglianze sanitarie costano caro ai governi dell’UE: risultano in aumento le persone che soffrono di una o più condizioni croniche, e i trattamenti ad alto costo esercitano una crescente pressione sulla sostenibilità finanziaria dei sistemi sanitari e sociali. Attualmente la spesa pubblica sull’assistenza sanitaria ed a lungo termine rappresentano l’8,5% del PIL nell’UE. Si prevede un ulteriore aumento dell’1-2% entro il 2060, in un contesto di popolazione dove i cittadini con stato di salute non ottimale diventano meno produttivi. Il rapporto Europa 2016 stima che la morte prematura di 550.000 persone in età lavorativa dovuta a malattie croniche, inclusi infarti, ictus, diabete e cancro, nei Paesi dell’Unione Europea costa all’economia dell’UE 115 miliardi di euro o lo 0,8% del PIL all’anno. Questa cifra non include l’ulteriore perdita in termini di bassi tassi di occupazione e produttività delle persone che vivono con problemi di salute cronici. Elevati livelli di disuguaglianze sociali generano disuguaglianze di salute, pregiudicano il benessere di tutta la società e generano stress, paura e insicurezza. È necessario pertanto considerare i costi per la salute un investimento e rafforzare la dimensione sanitaria e sociale dei nostri paesi, per evitare il peggioramento ulteriore delle disuguaglianze socioeconomiche, chiudendo il persistente e crescente divario sanitario tra i gruppi più ricchi e quelli più poveri delle nostre società: l’equità non riguarda solo gli individui ma la società tutta. Per questo è importante potenziare le competenze del personale coinvolto nell’erogazione dei servizi alla persona, siano essi sociali o sanitari, attraverso investimenti che contribuiranno in maniera significativa a una crescita economica inclusiva.
GLI INVESTIMENTI IN SALUTE PER RIDURRE LE DISEGUAGLIANZE SOCIALI: L’ESEMPIO DEGLI AMBIENTI AGE-FRIENDLY
Una risposta efficace e sostenibile alle diseguaglianze sociali che sottendono alle diseguaglianze di salute richiede un approccio strategico che sia collaborativo, e volto ad orientare gli investimenti per implementare programmi condivisi. Lo sviluppo di programmi intersettoriali è più efficace nel rispondere in maniera mirata ai fabbisogni che caratterizzano le diverse comunità: soprattutto quando tali programmi vengono disegnati con la partecipazione dei cittadini più vulnerabili, gli investimenti riescono a contribuire meglio all’equità in salute e al benessere. L’OMS ha disegnato la piramide dell’impatto in salute, che rappresenta come rispondere ai determinanti socioeconomici di salute attraverso interventi che cambiano il contesto dei comportamenti individuali. È la strategia più efficace, perché raggiunge segmenti più ampi di popolazione e richiede un minore sforzo individuale. Un esempio applicativo di interventi di sistema in questo ambito è rappresentato dal Global Network on Age Friendly Cities and Communities (GNAFCC), nato sulla scia del lancio da parte dell’OMS del concetto di città age-friendly. Da allora molte città e comunità sono entrate nel network, per migliorare il proprio contesto impegnandosi a implementare politiche e interventi nell’ambito dell’accessibilità dei servizi pubblici e privati, dei trasporti, della sicurezza, del miglioramento degli spazi pubblici, dello sviluppo rurale sostenibile, del potenziamento dei servizi alla persona. Le comunità coinvolte si sono dotate di indicatori di invecchiamento positivo per valutare i miglioramenti derivati dall’implementazione progressiva su larga scala delle buone pratiche validate che è possibile scambiare all’interno della rete. Il contributo degli utenti finali è risultato fondamentale per questo approccio collaborativo e rappresenta la forza trainante del network.
CONCLUSIONI
La salute rappresenta uno dei più importanti assets dei cittadini europei. La resilienza dei sistemi sociali e sanitari che sottendono all’erogazione dei servizi alla persona è messa a dura prova dalle sfide sociali, quali l’invecchiamento della popolazione, i fenomeni migratori, la continua disponibilità di nuove terapie costose che rendono difficile il mantenimento dell’equità. L’adozione su larga scala di approcci innovativi ai servizi, in termini di organizzazione, competenze della forza lavoro, strumenti è fondamentale per evitare di ricorrere a tagli orizzontali volti al mantenimento dell’equilibrio economico, e può generare dinamiche di sviluppo, trasformando i costi in salute in investimenti. La collaborazione in sistemi di rete a livello locoregionale, nazionale e internazionale consente di collegare diversi livelli di governance, organizzazioni e competenze multidisciplinari, per implementare approcci adeguati a rispondere alle sfide sociali. La cooperazione internazionale riveste un ruolo cruciale nel supportare, stimolare e facilitare lo scambio di buone pratiche validate all’interno delle reti e relative all’utilizzo delle innovazioni per la salute, adattandole ai diversi contesti socioculturali che rappresentano una componente caratterizzante degli assets dell’Europa.
PER APPROFONDIRE
OECD 2017: Health at a glance — OECD publishing — 2016
OECD 2017: Fostering Innovation to Address Social Challenges
European Commission, Directorate-General for Research and Innovation: Population ageing in Europe: facts, implications and policies — EUR 26426 EN — Socioeconomic sciences and humanities — 2014
World Health Organization: World Population Ageing: 1950-2050 — United Nations — 2001
AA.VV.: Health in Europe, N. 6, Ageing in the European Union — The Lancet — 2013
World Health Organization: Creating agefriendly environments in Europe. A tool for local policy-makers and planners — WHO — 2016
AA. VV.: Health equity and regional development in the EU. Applying EU structural funds — Equity Action — 2013
Per la bibliografia completa inviare una richiesta a redazione@fondazionesinapsi.it