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Un percorso per Alberto: quando le difficoltà diventano opportunità

6 Maggio 2019
Come rendere accessibili ad un ragazzo che si affaccia per la prima volta alla scuola secondaria superiore le tante materie nuove di studio che il suo percorso prevede?

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Un percorso per Alberto: quando le difficoltà diventano opportunità

6 Maggio 2019
Come rendere accessibili ad un ragazzo che si affaccia per la prima volta alla scuola secondaria superiore le tante materie nuove di studio che il suo percorso prevede?

È la domanda che mi sono posta dal momento in cui Alberto, un ragazzo del primo anno del Liceo Linguistico con disabilità complessa, si è trovato immerso in un ambiente nuovo. Catapultato in una scuola da “grandi”, Alberto doveva barcamenarsi tra latino, matematica e le lingue straniere. Già alle scuole medie Alberto adoperava un PC come strumento di lavoro sia in classe che a casa, che lo supportava nelle sue difficoltà di lettura e scrittura. In questo modo era in grado di produrre dei testi scritti e leggibili, ortograficamente e grammaticalmente corretti. Nonostante l’uso di questa nuova tecnologia, Alberto era facile alla distrazione e di conseguenza lento nell’esecuzione dei compiti. Occorreva quindi individuare una didattica delle singole discipline per calibrarle alle sue esigenze e al suo stile di apprendimento strutturando di volta in volta le varie attività, riformulando gli obiettivi educativi e didattici oltre che rideterminando i tempi, i modi e gli spazi. Il consiglio di classe quindi, in sinergia con gli esperti della Fondazione Sinapsi, ha elaborato un piano delle attività sulle sue reali esigenze. Prima di tutto per sviluppare le funzioni cognitive e implementare il lessico, si è ritenuto necessario spingerlo alla lettura di testi di suo interesse. A questo proposito abbiamo fatto ricorso a vari libri digitali che sono risultati facilitanti non solo per l’acquisizione del lessico specifico e di un glossario per aree di contenuto, ma hanno fatto in modo che Alberto diventasse attore principale del suo processo di apprendimento. Per quanto riguarda l’area logico-matematica si sono sperimentati sistemi informatici idonei alla comprensione e all’esecuzione di esercizi di matematica, poiché il ragionamento matematico non sempre risultava corretto anche a causa delle sue difficoltà visive e motorie, per cui era necessario più tempo per giungere alla soluzione non riuscendo peraltro ad utilizzare ed applicare al meglio le formule. Tali strumenti hanno ridotto molto i tempi di scrittura degli esercizi, privilegiando il ragionamento e l’applicazione delle regole. Grazie all’uso della Lim è stato creato un vero e proprio ambiente virtuale in cui la lezione non è stata ascoltata passivamente, ma è stata vissuta “in situazione” coinvolgendo di fatto l’intera classe. Sulla Lim sono state proiettate immagini, tabelle e mappe concettuali articolando contemporaneamente la medesima lezione per tutta la classe, ma personalizzata sui diversi bisogni educativi di tutti gli alunni. Le mappe concettuali in particolare, sono risultate un ottimo mediatore didattico. Esse ci sono servite per ordinare, semplificare, identificare o trovare corrispondenze e relazioni utilizzando parole chiave spesso accompagnate da immagini facilitando così il processo di memorizzazione. Alberto, poi, ha potuto lavorare con i vocabolari digitali che sono risultati più veloci da consultare rispetto a quelli cartacei e gli hanno permesso in molte occasioni di passare facilmente da un lemma ad un altro effettuando ricerche ed approfondimenti. Si è puntato, quindi, su un’organizzazione flessibile della classe attuando laboratori, gruppi di lavoro, momenti di studio individualizzato con approfondimenti di alcuni moduli di particolari discipline e gruppi di apprendimento cooperativo, senza dimenticare l’uso efficace delle compresenze degli insegnanti. Tutti noi docenti, infatti, abbiamo smesso la veste di “trasmettitori di conoscenze” e siamo diventati dei facilitatori, dei consiglieri, degli organizzatori del lavoro che non solo Alberto, ma l’intera classe ha svolto durante l’arco dell’anno scolastico. Inoltre ogni qualvolta l’alunno si è trovato in difficoltà non è mancato da parte nostra un’attenzione particolare basata soprattutto su una comunicazione attenta, sensibile e costante con l’intento di incoraggiarlo e motivarlo non solo al “senso del bello e del vero,” ma all’apertura del sé verso gli altri diventando scuola di socialità dove tutti imparano a cogliere le differenze di ognuno e a valorizzarle. Grazie a questa esperienza Alberto ha acquisito sempre più fiducia in se stesso migliorando giorno dopo giorno la sua autostima e attuando uno studio pienamente consapevole. Certo, la strada è ancora lunga: nuove sfide ci attendono. Spetta a noi insegnanti saperci adattare, anzi, accomodare ai reali bisogni dei nostri alunni mettendo in essere giorno dopo giorno una didattica basata sempre più sulla centralità della persona per renderla sempre più autonoma e protagonista del suo progetto di vita.

per citare questo articolo

Maria Voccia:

Un percorso per Alberto: quando le difficoltà diventano opportunità,

n. 3 - Accessibilità,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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