Mio fratello Antonio, per tutti Tonino, è stato ucciso dalla camorra, a Pagani, la notte del 30 agosto 1978. Aveva solo 27 anni. Sin da bambino Tonino vuole fare lo scout e i valori dello scoutismo li porta sempre con sé anche quando inizia ad affrontare il mondo del lavoro come cuoco. Dopo aver girato un po’ per l’Italia, decide di tornare a Pagani, c’è una grande azienda svedese, la “FATME F/CA”, che conta circa 700 operai, nella cucina della mensa, affidata a un appalto esterno, lavorano 13 operai e serve un cuoco responsabile. Tonino accetta, è felice, lavora nella sua Pagani dove vivono la sua famiglia, i suoi amici e la fidanzata Rosangela che avrebbe sposato di lì a un mese. Nel ritornare al suo paese porta con sé una valigia piena di valori che si scontrano però con una realtà dura fatta di minacce e intimidazioni. Tonino è un giovane uomo con tante passioni e valori che lo hanno portato a diventare sindacalista della CGIL. In questa veste si batte per i diritti dei suoi compagni di lavoro nel momento in cui si rifiuta di cucinare carne avariata e per questo trova la morte, per non essersi piegato alle minacce di un sistema illegale.

Tonino sa bene cosa fare. Ha il coraggio di non voltarsi dall’altra parte e far finta di non vedere. Quel tacere, che tante volte significa assecondare, non appartiene a lui. Ci mostra il lato più bello e più nobile del saper vivere, restando fedele ai suoi ideali, non si lascia piegare. Legalità significa a volte anche rischiare per gli altri, è una sfida coraggiosa ed essere coraggiosi significa fare le cose giuste anche se si ha paura. La legalità non è qualcosa che si insegna ma si consegna, giorno per giorno, attraverso il nostro stile di vita. Sono i dettagli quotidiani che parlano di noi che tutti i giorni abbiamo occasioni per dimostrare chi siamo e da che parte stiamo. Quella drammatica notte di agosto un commando di camorristi gli toglie la vita mentre Tonino è in macchina, ha appena salutato la sua fidanzata che lo segue con lo sguardo, affacciata alla finestra della sua abitazione e se lo vede strappare via in pochi attimi. In quell’incrocio di via Zito oggi c’è una lapide che ricorda Tonino, lì dove sono rimasti impressi i pensieri, le parole, gli sguardi di quel drammatico giorno, perché i luoghi custodiscono la memoria, ti parlano.
Quando il dolore all’improvviso si scaglia su di te e ti piomba addosso, tu quel momento lo porterai per sempre dentro. Quel momento spaccherà la tua vita in un prima e un dopo che ti condizionerà per sempre. Ma ho fatto una promessa tanti anni fa, volevo che si parlasse ancora di lui, di mio fratello Tonino e in tutti questi anni non mi sono mai arreso. A volte, come è capitato a me, noi diventiamo portatori di vita, di sogni e di desideri, è un fardello che rallenta il nostro cammino ma lo rende più prezioso. Ho usato la sua vita per riempire la mia vita ed è come restituirgli un po’ di serenità. Ma lo faccio anche per me, da quando, grazie all’associazione Libera, ho iniziato a raccontare la sua storia tutto è cambiato nella mia vita, una vita che si fa racconto e ti indica una strada. Se la legalità è una bandiera, noi dobbiamo essere quel vento forte che la fa sventolare. Lo dobbiamo a tutte le persone a cui vogliamo bene e a tutte le vittime di mafia che, possiamo affermare, non hanno lasciato un vuoto ma un esempio di come si può e si deve vivere. A distanza di anni Tonino vive, la sua storia vive, grazie a tutte le persone che in questi anni hanno continuato con coraggio a pronunciare il suo nome. È una sfida difficile che richiede attenzione e tempo, non servono tante parole ma gesti concreti.
Oggi esiste un presidio di Libera a Pagani che porta il nome di Antonio Esposito Ferraioli così come una masseria ad Afragola che è un bene confiscato alla camorra. A lui è stato dedicato uno spettacolo teatrale scritto da Giuseppe Leone e Alfonso Liguori, Prima che si faccia tardi e un cortometraggio Tonino, del regista Gaetano Del Mauro, degli autori Alfonso Tramontano Guerritore, Aldo Padovano e Federico Esposito. Il progetto è stato prodotto dalla Cgil e dalla Flai Cgil, insieme alla Fondazione Pol.i.s., all’associazione culturale “Ambress…am press’” e al presidio di Libera Pagani, in collaborazione con Giffoni Experience nell’ambito del programma “Giffoni per la legalità”. La storia di Antonio Esposito Ferraioli è ricordata nella Canzone per Tonino, ed è raccontata nel libro Al di là della notte, di Raffaele Sardo, in quello di Sabrina Ramacci ed Emanuele Boccianti Italia giallo e nera e nel testo di Antonella Mascali Lotta civile. A lui sono stati dedicati presidi di Libera in tutta Italia, intitolate strade, scuole, tra cui l’I.P.S.S.E.O.A. di Poggioreale e la sua storia è anche ricordata nel Dizionario Enciclopedico delle Mafie in Italia. Il giorno 30 ottobre 2025 è stato inaugurato un murale dell’artista Donato Lorusso su una parete dell’Auditorium Sant’Alfonso di Pagani, di fianco a quello realizzato da Jorit in memoria di Marcello Torre, sindaco di Pagani ucciso dalla camorra nel 1980. La manifestazione è stata organizzata da Libera, patrocinata dal comune di Pagani, con fondi stanziati da SPI CGL Nazionale e regionale, Fondazione Pol.i.s. e Agesci. Vedere all’evento di inaugurazione tanti giovani urlare il suo nome mi ha dato speranza e mi ha fatto sentire fortemente che Tonino è Vivo tra noi; il tempo può cambiare tante cose ma non potrà mai cancellare il bene che noi tutti gli volevamo.