Questo processo accade quando è la logica ad avere la meglio. Ma non sempre questo avviene e da ciò scaturisce il pensiero magico. Il pensiero magico è nato con l’uomo. Ritengo che in ognuno di noi conviva un pensiero magico, non come qualcosa di statico, ma come un embrione in continuo divenire, che cresce, si trasforma a seconda delle capacità intellettive, a seconda del contesto che lo racchiude e secondo le esigenze che l’individuo ha in quel momento. Credo che esso abbia tante sfaccettature e di conseguenza svariate interpretazioni da parte di studiosi di ogni tempo: può presentarsi come un pensiero innocuo o pericoloso e addirittura patologico. Ad esempio, un bambino che ha paura penserà che sarà preso dall’uomo nero, una bambina serena e decisa penserà di diventare regina di uno splendido regno. Che potere racchiude il pensiero magico… ed ecco che la mia mente vola… Quante responsabilità hanno formatori, educatori, ma anche ognuno di noi: dovere di vigilare affinché non venga mai esercitato, ad esempio, l’orrendo crimine del plagio, affinché il pensiero, comunque esso sia, abbia come prodotto e conseguenza esclusivamente il concetto di libertà, di rispetto reciproco, elementi fondamentali, per affermare e garantire sempre la dignità dell’uomo. E continuando a sognare, mi piace immaginare il pensiero magico — anche quando si presenta in maniera bizzarra come quando, appunto, non corrisponde ai canoni tradizionali — come a qualcosa unicamente frutto di una mente meravigliosa, il cui obiettivo sia esclusivamente il bene individuale e del prossimo. Resto convinto del fatto che è sempre l’uomo a compiere delle scelte e che, ovunque, anche laddove sperimenta il proprio limite, a decidere di riuscire, con impegno, a rendere il pensiero magico uno strumento di bene e mai un’arma che può ferire e talvolta anche distruggere.
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Il pensiero magico è, per Daniele Novara, «un espediente cognitivo eccezionale che i bambini hanno a disposizione per riuscire a vivere in un mondo troppo diverso, troppo grande e incomprensibile per loro».