Sebbene questi dispositivi, servizi e applicazioni siano progettati per rendere la nostra vita più semplice, per la maggior parte della popolazione le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) sono difficili da usare. Ancora oggi gli anziani e soprattutto le persone disabili invece di sfruttare i vantaggi della network society sono spesso discriminati nelle fasi di produzione, progettazione e fruizione della tecnologia, che la maggior parte delle volte non tengono conto delle loro esigenze specifiche. Le persone non vedenti e ipovedenti, per esempio, trovano difficoltà nella lettura dei siti web se le dimensioni dei caratteri non possono essere ingrandite, se le immagini non contengono commenti rilevanti o se le informazioni non sono organizzate con coerenza. Anche nel caso in cui l’utente disabile faccia uso di appositi software in grado di aiutarlo a navigare nel web, come gli screen reader e i programmi di sintesi vocale, qualora il sito non rispondesse agli standard internazionali le tecnologie assistive potrebbero non funzionare. Affinché l’ICT non diventi uno strumento di esclusione delle categorie più deboli, ma rappresenti l’opportunità per costruire una società digitale senza barriere, è necessario integrare l’accessibilità in tutte le fasi di vita dei prodotti e servizi informatici. Per e-Accessibility si intende la possibilità per persone con ridotte o impedite capacità sensoriali, motorie o psichiche di accedere all’ICT a condizioni paritarie rispetto ai normo-utenti. Investire nell’accessibilità del web comporterebbe ampi vantaggi sociali ed economici per diversi gruppi di persone e per i fornitori di servizi pubblici e commerciali. Per esempio, i disabili e gli anziani, le persone che vivono in aree remote e le categorie svantaggiate per ragioni economiche o culturali potrebbero essere lavoratori e consumatori più attivi, mentre i fornitori di servizi pubblici e commerciali potrebbero raggiungere una clientela più vasta. Dalle recenti stime risulta che nel solo territorio dell’Unione europea circa 80 milioni di cittadini – una persona su sei – sono affetti da qualche forma di disabilità leggera o grave, mentre oltre un terzo dei cittadini sopra i 75 anni sono portatori di disabilità che in qualche misura li limitano. Questi dati sono destinati ad aumentare con il progressivo invecchiamento della popolazione dell’UE. La maggior parte di queste persone troppo spesso non riesce a partecipare pienamente alla vita sociale ed economica del proprio paese a causa di barriere fisiche o di altro tipo. Sulla scorta dell’attenzione rivolta ai temi dell’accessibilità da parte degli Stati Uniti – che con la Section 508 vantano una legge all’avanguardia a livello mondiale – e delle raccomandazioni del Word Wide Web Consortium (W3C), che fin dal 1999 aveva lanciato le WCAG, le linee guida per i siti web riconosciute nell’ambito internazionale, la Commissione Europea promuove la e-Accessibility, volta ad assicurare alle persone disabili e agli anziani l’accesso all’ICT a condizioni paritarie rispetto agli altri utenti. L’iniziativa include la rimozione delle barriere tecnologiche durante l’accesso e l’utilizzo dei prodotti, servizi e applicazioni dell’ICT. Tra le proposte comunitarie che hanno dato maggior impulso alla sensibilizzazione sul tema dell’accessibilità e che hanno già raggiunto dei risultati concreti, ricordiamo:
• European i2010 initiative on e-Inclusion – to be part of the information society, promossa nel 2007, che comprende una strategia attiva per migliorare l’accessibilità alla società dell’informazione per tutti i gruppi potenzialmente svantaggiati;
• la Comunicazione della Commissione europea del 2008 Verso una società dell’informazione accessibile volta a rafforzare la cooperazione con gli Stati membri e tutti gli stakeholder del settore per individuare un approccio europeo comune all’e-Accessibility;
• il Programma ICT Policy Support con il fine di stimolare la competitività e l’innovazione incoraggiando una maggiore diffusione dell’ICT nella società.
Nel 2010 la Commissione ha presentato l’ambiziosa strategia Europa 2020 con l’obiettivo di rilanciare l’economia degli Stati membri nel prossimo decennio attraverso azioni a livello europeo e nazionale basate sulla crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Le sette iniziative faro intraprese all’interno dell’EU 2020 integrano la strategia comunitaria in materia di disabilità ed è già stato adottato un piano strategico per creare un’ Europa senza barriere per i disabili entro il 2020 (IP/10/1505). Dunque, l’accessibilità è per i disabili la condizione preliminare per poter esercitare pienamente i diritti sanciti dalla convenzione delle Nazioni Unite, dal trattato UE e dalla Carta dei diritti fondamentali. In particolare l’Agenda digitale europea – lanciata per ottenere vantaggi socioeconomici sostenibili grazie a un mercato digitale unico basato su internet veloce e superveloce e su applicazioni interoperabili – dedica parte del pilastro Enhancing digital literacy, skills and inclusion all’accessibilità, prevedendo azioni concordate (63, 64, 65) per assicurare che i disabili possano accedere integralmente ai nuovi contenuti elettronici. In una società digitale una delle sfide riguarda le connessioni tra le persone, che possono offrire nuove opportunità di socializzazione, di occupazione e di inclusione. Queste possibilità di relazione sono ancora più importanti per gli utenti con forme di disabilità. Attualmente il canale privilegiato per interagire con amici, colleghi, e parenti è quello dei social network, un fenomeno globale che sfugge a qualunque prescrizione da parte di uno o più Stati, che possono solo limitarsi a singoli accordi non vincolanti. Pur registrando una crescente attenzione ai temi dell’accessibilità e dell’usabilità, i passi compiuti dalle maggiori reti sociali online non sono ancora sufficienti per garantire l’accesso a pari condizioni a qualunque tipologia di utente.
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Molte parole nascondono più significati, come una matrioska russa. Questi significati ascosi sembra quasi che siano in letargo, come certi mammiferi, che dormono tutto l’inverno.