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Orione 28 - Pensiero magico - Dettaglio di copertina. Illustrazione di Bruna Pallante: Omaggio a Vinicio Capossela

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L’importanza delle fantasie

8 Maggio 2023
L’essere umano ha avuto la tendenza a credere nell’elemento magico sin da sempre, ed è proprio da questa fede in ciò che non può essere spiegato che deriva il cosiddetto pensiero magico.
Orione 28 - Pensiero magico - Dettaglio di copertina. Illustrazione di Bruna Pallante: Omaggio a Vinicio Capossela

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L’importanza delle fantasie

8 Maggio 2023
L’essere umano ha avuto la tendenza a credere nell’elemento magico sin da sempre, ed è proprio da questa fede in ciò che non può essere spiegato che deriva il cosiddetto pensiero magico.

Ma che cosa è il pensiero magico? La psicologia risponde come la descrizione di attribuzioni illogiche a determinate cause, senza la mediazione di alcuna prova empirica. Questo fenomeno assume un ruolo rilevante quando il soggetto pensa che il proprio pensiero potrebbe avere delle conseguenze sul mondo esterno. Siamo soliti muoverci secondo la logica di causa-effetto, così dinnanzi a un successo o a un fenomeno che non può essere spiegato scientificamente è facile che sorgano altre spiegazioni, appunto, magiche. Jean Piaget (1929) è stato uno dei primi studiosi dello sviluppo del pensiero nell’età infantile, egli osservò che nella prima infanzia — fra 2 e 7 anni — nel bambino prevale il pensiero pre-operatorio, una modalità di ragionamento sostanzialmente egocentrica, onnipotente e animistica, mediante la quale egli prende sé stesso come unico riferimento per attribuire spiegazioni e significati agli eventi. Ciò vuol dire che egli ritiene sé stesso e il suo pensiero in grado di modificare e influenzare il corso degli eventi e il comportamento delle altre persone. Questa forma di egocentrismo tende ad attenuarsi con l’età, ma il pensiero magico, anche se viene via via sostituito da forme più razionali e simboliche di ragionamento, rimane presente come possibilità anche nella mente degli adulti che possono farvi ricorso in una serie di circostanze. Solitamente il pensiero magico negli adulti non è patologico. Tutti noi possiamo occasionalmente fare ricorso alla superstizione, alla lettura dell’oroscopo e a determinati rituali personali o culturalmente condivisi per affrontare la paura associata a determinati eventi, come ad esempio indossare abiti considerati portafortuna in determinati eventi. Capita a tutti, in determinati momenti della vita, di sentire il bisogno di regredire bonariamente e di affidarci quindi al pensiero magico, di avere quell’illusione infantile di poter rendere reale quello che è semplicemente un nostro desiderio o bisogno. Quindi possiamo dire che nella vita quotidiana il pensiero magico rappresenta un’importante risorsa, nell’infanzia come nell’età adulta. 

Carl Gustav Jung è stato uno dei teorici più inclini a tali ipotesi, aprendo le porte a modalità nuove di contatto e interpretazione della propria storia di vita. In particolare sottolineò come il ragionamento causa-effetto rappresentasse solo uno dei metodi interpretativi della realtà circostante, che non sempre può essere spiegata in modo rigido e lineare. Jung rivalutò l’importanza dell’associazione atemporale di eventi, intesa come esperienza intima dell’anima, che consente di connettere esperienze differenti non secondo nessi causali, ma in quanto appartenenti allo stesso archetipo. Dunque possiamo affermare che il pensiero scientifico possa essere l’unico pensiero degno di credibilità? Ma questo rischia, come sostiene Galimberti, di evitare di occuparsi di questioni fondamentali per il benessere dell’uomo, quale lo “scopo” e la “verità”. Quindi, quale funzione svolge il pensiero magico se non accompagnarci lungo il corso della vita nel fantasticare, sognare e affrontare la sofferenza con un gusto diverso? Riflettere sul senso della vita, ricercare una ragione e un fine per le esperienze dolorose, chiedersi se siamo frutto del caos o di un disegno pre ordinato. Con la sola razionalità rischia di sfuggirci la verità e la bellezza della vita. 

BIBLIOGRAFIA 

Jean Piaget: La rappresentazione del mondo nel fanciullo — Einaudi — 1955

Carl Gustav Jung: La sincronicità — Bollati Boringhieri — 1980

per citare questo articolo

Giuliana Senatore:

L’importanza delle fantasie,

n. 28 - Pensiero magico,

maggio-agosto 2023

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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