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Il momento giusto

6 Maggio 2019
La questione dell’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica non è nuova. Domande come: quando mio figlio potrà iniziare ad usare il PC? È il tempo di usare la barra braille? Quando potrà usare la posta elettronica? Sono solo alcune delle domande che spesso genitori e insegnanti ci pongono quando i ragazzi con difficoltà visiva iniziano il loro percorso scolastico.

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Il momento giusto

6 Maggio 2019
La questione dell’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica non è nuova. Domande come: quando mio figlio potrà iniziare ad usare il PC? È il tempo di usare la barra braille? Quando potrà usare la posta elettronica? Sono solo alcune delle domande che spesso genitori e insegnanti ci pongono quando i ragazzi con difficoltà visiva iniziano il loro percorso scolastico.

Con l’entrata in vigore delle TIC nella scuola, a pieno titolo negli ultimi anni, da parte degli insegnanti e dei genitori ci viene posta una o più delle suddette domande in maniera sempre più frequente. In realtà, il legislatore lo affermava già dalla “Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione e i diritti delle persone handicappate” del 5 febbraio 1992 n° 104, dove all’art. 13 al punto b) afferma che “la dotazione alle scuole e alle università di attrezzature tecniche e di sussidi didattici nonchè di ogni altra forma di ausilio tecnico, ferma restando la dotazione individuale di ausili e presidi funzionali all’effettivo esercizio del diritto allo studio, anche mediante convenzioni con centri specializzati, aventi funzione di consulenza pedagogica, di produzione e adattamento di specifico materiale didattico”. Sicuramente il PC è uno strumento fondamentale per lo sviluppo delle conoscenze e delle capacità dei disabili visivi e per la loro inclusione all’interno della classe. I motivi che ci spingono ad affermare ciò sono sintetizzabili nei seguenti punti, senza pretendere di esaurire il discorso:

  • il PC con l’utilizzo di speciali ausili può consentire di partecipare al lavoro comune che fanno gli altri compagni nello stesso spazio e tempo;
  • il PC consente all’insegnante di adattare le lezioni alle difficoltà del singolo, per esempio permette di costruire delle unità di apprendimento accessibili in tempo reale;
  • il PC permette allo studente di lavorare in maniera autonoma, creativa, costruttiva, favorendo quindi le potenzialità personali e consentendo lavori individualizzati;
  • il PC dà possibilità all’alunno non vedente di sopperire ad alcuni suoi limiti e quindi di superare in parte la propria disabilità, per esempio un non vedente può scrivere in nero in tempo reale, comunicare con l’insegnante e gli altri compagni, lasciando alla macchina il compito di transcodificare dal nero al braille e viceversa.

Possiamo dire, concludendo, che nella vita comune le persone ritenute arbitrariamente normali utilizzano una quantità di strumenti, quantità ampliatasi grazie agli sviluppi tecnologici: le automobili per spostarsi più velocemente, gli elettrodomestici per compiere più velocemente i lavori di casa, il computer per scrivere più velocemente e per archiviare dati, per comunicare in rete più velocemente e altri ancora, e che tutti quanti noi siamo circondati da attrezzi per vivere (tool of living) che ci consentono di eseguire compiti che non riusciremmo a fare o che faremmo con più intenso sforzo e in maggior tempo.

per citare questo articolo

Luca Spagnulo:

Il momento giusto,

n. 4 - Il tempo,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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In questo numero

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Nel corso degli anni il termine handicap o handicappato ha assunto svariati significati, ottenendo sfumature e significati diversi. La parola handicap usata in origine è ben lontana dai molteplici significati che è venuta acquisendo negli anni a seguire dalla sua comparsa.