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Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’agnellino – Leonardo Da Vinci

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Dai nonni ai nipoti

18 Aprile 2019
Quando parliamo di famiglia, dobbiamo risalire al concetto di generazione. Ogni famiglia comprende elementi di generazioni diverse che si incontrano nel crocevia famigliare, introducendo contenuti che vengono metabolizzati e trasformati nel corso del tempo.
Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’agnellino – Leonardo Da Vinci

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Dai nonni ai nipoti

18 Aprile 2019
Quando parliamo di famiglia, dobbiamo risalire al concetto di generazione. Ogni famiglia comprende elementi di generazioni diverse che si incontrano nel crocevia famigliare, introducendo contenuti che vengono metabolizzati e trasformati nel corso del tempo.

Vi sono tempi della vita in cui sono presenti nel contesto famigliare almeno tre generazioni: nonni, figli e nipoti. Christopher Bollas rileva come il ciclo riproduttivo biologico si rinnovi mediamente ogni trenta anni, mentre una nuova coscienza generazionale si forma ogni dieci anni, con un potenziale trasformativo di valori, orientamenti politici, artistici, sociali. Ogni generazione di genitori crea una sua cultura in cui i figli crescono ed è con questi contenuti che nell’adolescenza arriveranno a confrontarsi. Gli adolescenti recepiscono, metabolizzano e possono distruggere o trasformare i contenuti della generazione precedente, diventando a loro volta una nuova unità generazionale alla conclusione del processo adolescenziale. Così, tra i venti e i trenta anni, una nuova generazione trova la sua identità, esprimendo una coscienza generazionale — talvolta in netto contrasto con i temi della generazione dei genitori, ancora troppo vicini e ingombranti. La generazione dei nonni, invece, si offre in una distanza più ampia, con uno spazio e una disponibilità che permette ai giovani di accostarsi senza timore di essere travolti. Ricordo che i racconti di mio padre sulla guerra, quando ero ragazza, risuonavano dentro di me come una critica implicita alla mia generazione che impugnava la ribellione del Sessantotto e una svalutazione delle nostre lotte da parte di chi la guerra l’aveva vista davvero. Anni dopo, mio figlio chiedeva al nonno di raccontargli la sua storia di diciottenne in guerra, immergendosi nella narrazione con un atteggiamento attento e partecipe che io non avevo mai avuto. Nella letteratura spesso il tema del confronto tra nonni e nipoti emerge come elemento di contestazione e rifugio da genitori vissuti come fragili e intrusivi, troppo preoccupati di dare ai figli indicazioni concrete per il loro futuro. Voglio ricordare in particolare il romanzo di Peter Cameron Un giorno questo dolore ti sarà utile, dove il giovane James sfugge al controllo di due genitori confusi e ansiosi rifugiandosi nella vecchia villetta Tudor miracolosamente sopravvissuta a New York, dove lo accoglie la nonna. Sarà proprio la nonna, in grado di comprenderlo senza invaderlo, ad aiutarlo a definire le sue scelte, e a consentirgli, grazie alla sua eredità, l’inizio di una vita autonoma:

Pensavo a tutte le cose di mia nonna e a quanto le amavo. Stupidamente mi sembrava che se me le fossi tenute vicine, la mia vita non sarebbe stata infelice.

Quando un bambino nasce crea il padre e la madre, ma anche i nonni. Profondamente diversa è l’esperienza della genitorialità che porta con sé, accanto alla gioia di avere un figlio, in parte il lutto per la propria giovinezza e il peso della responsabilità, da quella del divenire nonni. Per i genitori dei genitori, al di là di posizioni marcatamente narcisistiche, la giovinezza è già alle spalle da tempo e l’arrivo di un nuovo cucciolo rischiara il corso del tempo. Ricordo lo sguardo del mio primo nipote, subito fuori dalla sala parto: gli occhi spalancati nel viso ancora arrossato dalla fatica di nascere, succhiava il dito con determinazione come a potersi risarcire dal tuffo nel mondo. «Benvenuto piccolo,» pensai, «benvenuto a te che sarai dopo di me.» Nei giorni riscoprivo gesti che credevo dimenticati: reggere il capo del piccolo, cullarlo sentendo il suo corpo rilassarsi contro il mio nell’abbandono del sonno, ritrovavo le parole di vecchie ninna nanne e le filastrocche di tanti anni prima. Sempre attenta a mantenermi un passo indietro alla madre, frenando il moto dell’esperienza per offrirlo solo su richiesta, ripensavo al dipinto Sant’Anna, la Madonna, il Bambino e l’agnellino di Leonardo, dove Sant’Anna tiene sulle ginocchia Maria, protesa verso il Bambino che a sua volta cinge l’agnellino ma con il viso rivolto alla madre. La composizione dei personaggi nel quadro, la loro postura sanno esprimere pienamente la relazione tra la nonna, la madre e il bambino. Relazione di presenza e rispetto, mai di invadenza o sostituzione, segnalata dalla posizione del braccio sinistro della nonna, che resta ripiegato sul fianco.

Nell’avvicendarsi delle generazioni, i nonni hanno già elaborato la perdita dei propri genitori e si trovano in quel tempo della vita in cui sanno di appartenere alla generazione che per prima è destinata a scomparire. Sono consapevoli di quanto sia importante trasmettere la storia famigliare e la coscienza delle generazioni precedenti di cui sono i depositari. Nel trasmetterla ai nipoti si sentono liberi di raccontare una storia che non è solo individuale, ma che appartiene al collettivo di cui hanno fatto parte e che nel corso del tempo è divenuto storia. Penso a quanto mi colpisca che proprio quest’anno ricorra il cinquantenario del Sessantotto. I movimenti della mia giovinezza, canzoni e bandiere al vento diventano foto d’archivio, date e nomi irrigiditi dalla distanza. Quando sarà il tempo, racconterò ai miei nipoti come eravamo, non solo per narrare di fatti e luoghi, ma per offrire la memoria di uno spirito, la potenzialità della speranza di un divenire che sarà anche il loro. Offrire e non imporre, come oggi offro le storie che mia nonna mi raccontava, nella sua dolce parlata toscana, quando mi sedevo accanto a lei e lei cominciava: C’era una volta…

per citare questo articolo

Susanna Chiesa:

Dai nonni ai nipoti,

n. 14 - Le famiglie,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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