Nonostante io abiti in una casa situata ai confini tra la Finlandia e il Polo Nord, sono in continuo contatto con voi, ma solamente con i bambini sia ben chiaro! Pensate che in tanti, soprattutto gli adulti, vorrebbero scoprire il luogo esatto dove vivo ma è praticamente impossibile arrivarci perché non ci sono strade, solo Rudolf e le mie renne conoscono il modo per giungervi e loro mantengono ancora oggi il luogo segreto. Ma non vi preoccupate, le vostre letterine mi arrivano puntualmente, sempre, ovunque voi le postiate. Ultimamente un bambino, non sapendo come spedire la letterina, ha pensato di legarla a un palloncino e poi l’ha lasciata alzarsi verso il cielo, ebbene anche quella letterina mi è pervenuta perché i miei Elfi e le mie renne fanno sì che arrivino sempre a destinazione, quindi bambini niente paura! Per comunicare con voi ho pensato di cogliere l’occasione che mi è stata data da questa rivista e ne approfitto per raccontarvi cosa mi è successo quest’anno. Come ben sapete, io mi assento solo il giorno della vigilia di Natale perché proprio quel giorno, nell’arco di 24 ore, devo consegnare i giocattoli a tutti i bambini del mondo, invece poi in prossimità delle feste natalizie, vengo in mezzo a voi, in tante città, per potervi abbracciare e conoscere i vostri desideri di persona. Oh, oh, oh, stavo perdendo il filo del discorso, ecco appunto in uno di questi viaggi per le città del mondo, sono arrivato a Firenze in un villaggio magico allestito con cura dai miei Elfi.
Ecco che durante uno degli incontri con i bambini della città, mentre attendo di parlare con ognuno di voi, da una lunga fila di genitori e bambini vedo avvicinarsi due gemelli, un maschietto e una femminuccia, che si tengono per mano, ho capito subito il perché e rivolgendomi a loro: «Ciao Pietro, ciao Martina, vi stavo aspettando per conoscervi di persona» e nel mentre sto parlando, Martina delicatamente accompagna accanto a me Pietro. Gli faccio la domanda che è sempre la stessa per tutti i bambini: «Pietro cosa desideri quest’anno da Babbo Natale?» Lui invece di rispondermi, comincia a toccarmi la barba, il cappello, mi prende gli occhiali, poi mi abbraccia e sottovoce sussurra: «Babbo Natale, la mia mamma mi ha raccontato che tu hai gli occhi azzurri come il cielo e il mare». «Certo» gli rispondo e di nuovo gli chiedo: «Allora cosa ti posso portare per renderti felice?» Lui mi abbraccia più forte dicendo: «La mamma mi ha detto che l’azzurro è un colore bellissimo e quindi ho deciso subito che per questo Natale caro Babbo, non voglio nessun giocattolo, vorrei soltanto che si avverasse un desiderio». Ovviamente ero curioso di sapere cosa mai potesse chiedermi quindi, prendendo il suo viso tra le mie mani, ho detto: «Allora, cos’è questo desiderio che vuoi esprimere?» Pietro con dolcezza mi prende la barba tra le sue manine e mi risponde: «Io non conosco com’è fatto il colore azzurro, però vorrei tanto poter vedere l’azzurro dei tuoi occhi».
A questo punto l’ho abbracciato forte perché, nonostante io sia così forte e magico, di fronte a una richiesta del genere mi emoziono. Esito un attimo, poi devo prendere una decisione veloce, Pietro comunque si aspetta da me una risposta, così mi sono fatto coraggio e ho detto: «Pietro adesso io chiudo gli occhi e faccio come fanno tutti i bambini del mondo che quando piangono o sono tristi abbracciano la mamma a occhi chiusi. Adesso stringiamoci forte e ascolta il battito dei nostri cuori, in questo nostro abbraccio si incontreranno anche le nostre anime, tanto da poterci trasmettere tanto amore e poter vedere con la fantasia, come in una fiaba, quello che noi desideriamo. Quelli sono gli occhi dell’amore che hanno la capacità di farci vedere e sentire tutto quello che a occhi aperti non si vede e come in un sogno vedremo tutto quello che la nostra immaginazione desidera fortemente vedere perché, anche l’amore, la gioia, la felicità non si vedono con gli occhi, nessuno li vedono, possiamo sentirli solamente a occhi chiusi. Quello è il colore dell’amore e così è anche per l’azzurro dei miei occhi». Pietro sorridendo e colmo di felicità si è staccato piano piano dall’abbraccio, si è girato e la sua mamma l’ha preso tra le sue braccia con gli occhi gonfi di lacrime dolci, sì perché l’emozione e la gioia fanno sgorgare dagli occhi solo dolcezza infinita. Questo è stato il più bello incontro che ho fatto questo Natale, grazie Pietro per questo bellissimo regalo che mi hai fatto, io pregherò Gesù Bambino affinché un giorno il tuo desiderio si possa avverare. Ti abbraccio con tutto il cuore, Babbo Natale c’è.