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René Magritte: Golconda! - 1953

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Dal sogno alla realtà

8 Maggio 2023
Il 2023 è l’Anno Europeo delle Skills. Lo ha annunciato la presidente dell’UE Ursula von der Leyen, con l’invito a concentrarsi sulle competenze dei lavoratori: per la digitalizzazione, per una risposta efficace alla crisi climatica, per la ripresa post-pandemia e per ristabilire i valori europei minacciati dai conflitti internazionali.
René Magritte: Golconda! - 1953

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Dal sogno alla realtà

8 Maggio 2023
Il 2023 è l’Anno Europeo delle Skills. Lo ha annunciato la presidente dell’UE Ursula von der Leyen, con l’invito a concentrarsi sulle competenze dei lavoratori: per la digitalizzazione, per una risposta efficace alla crisi climatica, per la ripresa post-pandemia e per ristabilire i valori europei minacciati dai conflitti internazionali.

Nicolas Schmit, Commissario europeo, aggiunge che: «Durante l’Anno europeo delle competenze, abbiamo l’opportunità di collegare i punti tra la formazione orientata al mercato del lavoro e la carenza di manodopera. Per garantire che la transizione verso un’economia carbon neutral sia veramente equa e inclusiva, abbiamo bisogno di investimenti massicci e immediati nelle competenze delle persone». La rete ProMIS della Campania qui si esprime sulla funzione positiva dell’ispirazione: dal pensiero magico alla funzione dell’immaginazione per attivare una motivazione al cambiamento in funzione di innovazioni possibili. L’aspirazione dei giovani che si impegnano in un percorso di vita personale, formativo e professionale è spesso collegata  a un sogno: «Vorrei cambiare il mondo… far sparire la fame… curare tutti i bambini…». Come tradurla in un percorso di vita? Cosa può fare la società? Quali gap in particolare nel Sud Italia, per cui spesso la realizzazione dei sogni porta i ragazzi lontano?

MAGIA E FOLLIA NELLA NOSTRA SOCIETÀ

Donatella Tramontano

Il Concise Oxford Dictionary del 1934 definisce la magia: «La presunta arte di influenzare il corso degli eventi mediante un controllo occulto; influsso inspiegabile o straordinario che produce risultati sorprendenti». Se tale arte si attaglia perfettamente ai nuovi maghi tecnologici che, accarezzando le nostre paure e le nostre incertezze, orientano scelte in campi delicati dalla salute all’economia, è anche vero che: «Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia», come dice Erasmo da Rotterdam nel suo Elogio della Follia. Questa follia ci aiuta a superare momenti bui della nostra vita, e se, come ci suggerisce il Cappellaio Matto in Alice in Wonderland, affrontare la vita con un pizzico di follia vale nel paese delle meraviglie, vale anche di più nel mondo complesso che ci circonda.

L’ILLUSIONE DEL CONTROLLO

Keoma Colapietro 

L’essere umano, alla ricerca di una coerenza del mondo non lineare e disorientante nel quale vive, fornisce una prevedibilità agli eventi, spesso immaginando cause e forze nascoste. Il comportamento superstizioso si reitera nonostante l’esito poiché è un tentativo di controllare fenomeni e situazioni. La radice è nella forma di pensiero definito da Piaget pre-logico, appartenente allo stadio preparatorio dello sviluppo cognitivo (dai 2 ai 6-7 anni), in cui i bambini costruiscono la realtà sulla base dell’animismo (considerare oggetti inanimati  dotati di coscienza e intenzionalità) e del realismo (dove la realtà da lui percepita è l’unica). Il pensiero magico ha funzioni: difensive e rassicuranti, propiziatorie, ma anche conoscitive in quanto consente di sperimentare. È presente all’interno della nostra cultura sotto forma di scaramanzie, comportamenti assai diffusi che hanno fondamento in una ragione psicologica precisa. Ma ciò che permette di discriminare tra abitudini radicate nella cultura popolare e un rituale del Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) è rappresentato dalla quantità di tempo che assorbono e dall’ansia associata. Si manifestano con comportamenti che permettono alla persona di controllare e ridurre l’ansia. Vengono svolti con cura e ripetuti per avere la certezza di portarli a termine in maniera perfetta; in caso contrario si sperimenta ansia che qualcosa di sgradevole possa accadere e senso di colpa, per la convinzione che si sia responsabili degli esiti negativi. Come interrompere il circolo vizioso dei rituali del pensiero magico? Nel lavoro psicoterapeutico il sintomo viene considerato come la manifestazione di un disagio che ha radici nel profondo. La conoscenza intellettuale può rafforzare le difese, mentre avere un insight emozionale permette di entrare in contatto con aspetti di sé dai quali la persona con DOC risulta alienata. Esprimere affetti e desideri senza doversi colpevolizzare permette di non alimentare più i meccanismi ossessivo-compulsivi, interrompendo i rituali: significa accettare il rischio che l’evento temuto possa accadere, accettare di sentirsi in colpa. Accettare di non avere il controllo.

L’ANTICAMERA DEL MIRACOLO: L’EFFETTO PLACEBO E LA CAPACITÀ CURATIVA DELL’IMMAGINAZIONE

Umberto Volpe, Giulio Longo 

Come un pensiero emotivamente pregnante può invece generare un concreto cambiamento psicosomatico? L’effetto placebo lo dimostra. Il termine placebo trova la sua identità etimologica nel latino placere, per sottolineare che una certa sostanza sarà apprezzata dal paziente per i suoi effetti. Nel 1772, il medico britannico William Cullen usò la parola placebo descrivendo la somministrazione di un farmaco inerte per confortare i pazienti sofferenti di mali incurabili. Il placebo rappresenta uno dei farmaci più antichi e il suo ruolo è stato riconosciuto soprattutto durante la II Guerra Mondiale da Henry Beecher, che notò una discrepanza tra l’intensità del dolore percepita dai soldati e la gravità delle ferite. Nel 1959, Cobb dimostrò sperimentalmente che il placebo poteva essere impiegato nella riduzione del dolore cardiaco ischemico. Nel XXI secolo, sono stati condotti studi che hanno consentito di svelare il segreto anatomo-funzionale di una bugia terapeutica così efficace: con la neuroimaging funzionale è stato identificate aree specifiche coinvolte nella modulazione del dolore che potrebbero rappresentare il correlato neurobiologico dell’ efficacia del placebo. D’altra parte, come ci ricorda Milton H. Erikson il placebo funziona solo se si sono instaurate le circostanze adeguate, come il contesto e la fiducia in colui che somministra il placebo, cioè il setting psicologico, relazionale e sociale resta cruciale per l’effetto placebo. Molte prove empiriche — tra cui quelle del fisiologo Benedetti sugli antidolorifici — dimostrano che l’efficacia di un placebo è maggiore se il paziente che lo assume è consapevole dell’effetto atteso che porta a una maggiore produzione di endorfine, analgesici endogeni naturali. Il placebo resta un presidio terapeutico di grande interesse clinico e sperimentale come affermato dallo scrittore americano Cousins nel 1979: «i farmaci non sono sempre necessari alla guarigione, ma credere alla guarigione lo è».

TRASFORMARE L’ISPIRAZIONE IN LEVA MOTIVAZIONALE E IMPEGNO: QUALI RISORSE?

Valentina Busiello, Emilia D’Anna, Sara Diamare

Per sostenere la qualità della relazione interpersonale è fondamentale l’acquisizione delle Life Skills definite dall’OMS come: «l’insieme di competenze e abilità che è necessario apprendere per mettersi in relazione con gli altri e per affrontare i problemi, le pressioni e gli stress della vita quotidiana». Per permettere a operatori sanitari del D.S.B. 31 e D.S.B. 33 dell’ASL Napoli 1 Centro di sviluppare quelle abilità psico-corporee di comunicazione che consentono di veicolare messaggi di promozione della salute  si è proposto un programma in linea con la definizione dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile della Agenda 2030: in tale orizzonte alcuni operatori divengono Health Advocates. Durante il percorso formativo Health Advocacy ed Empowerment Psicocorporeo, agli operatori è stata sollecitata la funzione di immaginazione attiva che ha consentito una visione prospettica del loro lavoro: il sogno formulato dagli operatori, è che il Distretto Sanitario diventi una vera Casa della Comunità, fulcro della promozione della salute come previsto dalla Mission 6 del PNRR. 

#PRENDI3 DALL’AUSTRALIA IN ITALIA: UN SOGNO AMBIENTALISTA DIVENUTO REALTÀ 

Dario Catania 

Un altro esempio di ispirazione e di impegno è l’associazione N’Sea Yet che promuove nel Sud Italia una modalità di tutela dell’ambiente. Un gioco di educazione ambientale importato dall’Australia qui a Napoli è diventato #Prendi 3: consiste nel cestinare 3 pezzi di plastica raccolti dalla spiaggia, scattare un selfie o girare un video per postarlo sui social con l’hashtag #Prendi3 taggando amici e @NSeaYet. Il gioco ha avuto tanto successo da sfociare nella costituzione dell’associazione N’Sea Yet, che ha sviluppato anche altre campagne come #Pianta3, #PrendiLAcQUA. Sono stati realizzati molti altri sogni di economia circolare per il recupero di piante invendute donandole alla Casa Circondariale femminile di Pozzuoli e nel Parco Viviani di Napoli è stato realizzato un frutteto che conta una quarantina di alberi. N’Sea Yet vuole così concretizzare gli obiettivi dell’Agenda 2030 nei piccoli comportamenti quotidiani.

TRASFORMARE LE FANTASIE IN COINVOLGIMENTO ATTIVO 

Maria Francesca Freda, Giovanna Esposito, Raffaella Passeggia

Le università rappresentano il nodo di raccordo formativo dell’individuo e il progresso della società, e forgiano i mattoni che comporranno le comunità del domani. L’engagement accademico, ovvero il posizionamento proattivo dello studente, considera i fattori che ne possono influenzare la permanenza. Essere engaged significa essere capaci di integrare il percorso accademico nel proprio progetto di vita e metterlo in comunicazione con le reti relazionali esterne. L’engagement può essere pensato come un catalizzatore di processi positivi che innescano il passaggio da un desiderio ancorato alle proprie fantasie, alla realizzazione di obiettivi condivisi nel rapporto con l’università.

CONCLUSIONI 

Prof.ssa Annamaria Colao

L’impegno nasce da leve motivazionali di tipo emotivo: è infatti l’intelligenza emozionale quella che ci identifica in obiettivi di valore, capaci di generare cambiamenti tangibili: i sogni possono contribuire a cambiare le nostre traiettorie di vita e migliorare l’autostima. Il successo parte sempre da un’idea e dalla nostra capacità di immaginare qualcosa di diverso, anche se sono necessari molti sforzi accompagnati dalla forza di volontà. Cosa fa la società per stimolare le persone a mettersi in gioco, e quali strumenti offriamo per tradurre i sogni in realtà? A dream you dream alone is only a dream. A dream you dream together is reality. (Yoko Ono) Supportare attività inter-organizzazione, interdisciplinari e multistakeholders forse non può rispondere a tutti i quesiti, ma può rendere la strada più interessante e percorribile.

LINK UTILI

AUTORI

Anna Maria Colao

Dipartimento Sanità Pubblica, Università degli Studi di Napoli Federico II

Dario Catania

Associazione N’Sea Yet

Donatella Tramontano

Dipartimento Sanità Pubblica, Università degli Studi di Napoli Federico II

Emilia D’Anna

U.O.C. AT DS 33 Psicologia Clinica, ASL Napoli 1 Centro

Giovanna Esposito

Dipartimento di Studi Umanistici, Università degli Studi di Napoli Federico II

Giulio Longo 

Unità di Clinica Psichiatrica, Dipartimento di Neuroscienze Cliniche/DIMSC, Università Politecnica delle Marche, Ancona

Giuseppe Auriemma

U.O.C. 31 Salute Mentale, ASL Napoli 1 Centro

Keoma Colapietro 

Dipartimento delle Fragilità – U.O.C. Coord. Cure Domiciliari e ADI – ASL di Caserta

Lisa Leonardini

Coordinatore tecnico ProMIS Programma Mattone Internazionale Salute Regione Veneto

Maddalena Illario

Dipartimento Sanità Pubblica, Università degli Studi di Napoli Federico I

U.O.S. Ricerca e Sviluppo – Azienda Ospedaliera Federico II

Maria Francesca Freda

Dipartimento di Studi Umanistici, Università degli Studi di Napoli Federico II

Maria Montalto

Società Italiana Medicina Psicosomatica, Istituto Riza Psicosomatica

Raffaella Passeggia

Dipartimento di Studi Umanistici, Università degli Studi di Napoli Federico II

Sara Diamare 

U.O.C. AT DS 33 Psicologia Clinica, ASL Napoli 1 Centro

Umberto Volpe 

Unità di Clinica Psichiatrica, Dipartimento di Neuroscienze Cliniche/DIMSC, Università Politecnica delle Marche, Ancona

Valentina Busiello

U.O.C. AT DS 33 Psicologia Clinica, ASL Napoli 1 Centro

per citare questo articolo

Pro.M.I.S.:

Dal sogno alla realtà,

n. 28 - Pensiero magico,

maggio-agosto 2023

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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