Ognuno occupa il proprio spazio, l’ambiente viene rispettato, ognuno è custode geloso della Terra. Un mondo che ha città nelle quali il lavoro non manca, il vocabolo sfruttamento non esiste, la donna non subisce violenze. Un mondo dove i bambini non sono merce di scambio, ma possono giocare e vivere la propria infanzia, un mondo dove i limiti, di qualsiasi tipo siano, non fanno paura, ma vengono accettati guardando oltre perché, sempre, rivelano bellezze, anche quando è difficile scoprirle. Un mondo dove le prove della vita vengono accettate per ripartire con più forza. Un mondo nel quale ognuno vive il proprio tempo senza che esso scorra via senza senso. Quando veniamo al mondo abbiamo potenzialità infinite e capacità innumerevoli, aiutiamoci a metterle in pratica, impariamo a vedere l’anima delle cose in un fiore, in un albero, in un tramonto, impariamo a provare stupore per tutto ciò che ci circonda: la nostra memoria avrà solo sogni belli, la realtà, i confini e i contorni di un sogno avverato.
|
Ho più volte provato a scrivere e riscrivere questo editoriale per il numero sul sogno e ogni volta ho ricominciato daccapo: quando abbiamo progettato questo numero di Orione eravamo ben lontani dalla pandemia da Covid-19 e la vita scorreva — anzi correva — come al solito.