L’unica certezza: non è facile. Confrontarsi su questo argomento ha messo in evidenza le diversità di opinioni di ciascuna, influenzate dalle esperienze personali, dal credo religioso, dall’estrazione sociale, dalla visione personalissima della vita e del mondo. Famiglia è un termine così importante e articolato che a volte ci dimentichiamo cosa significhi e quanto sia fondamentale nella vita di ogni individuo. Siamo ormai abituati a vivere in una società dove sono presenti diverse tipologie di famiglia: da quella tradizionale a quella allargata, a quella con i genitori dello stesso sesso, a quelle che si strutturano sulla condivisione di esperienze affini, a quelle con un unico genitore. Siamo di fronte a una realtà in evoluzione. Le famiglie tradizionali sono meno numerose, le coppie che decidono di non avere bambini sono in aumento, molti decidono di avere figli al di fuori del matrimonio, visto solo come atto formale, e aumentano i divorzi. I cambiamenti sociali hanno portato fuori dalle mura domestiche le donne che sono diventate parte attiva del mondo del lavoro in modo più influente. Gli uomini, abituati alla famiglia patriarcale, si sono visti proiettati in un tipo di famiglia che, il più delle volte, è totalmente diverso da quello di origine. I genitori spesso giocano a fare gli amici dei propri figli dimenticando di ricoprire il ruolo di padre e di madre; genitori che non sanno dire di no o che, al contrario, diventano rigidi e autoritari fino all’inverosimile. Genitori costretti per mancanza di tempo a far crescere i propri figli con altre figure. Bambini che hanno sempre meno tempo per essere bambini, crescono vivendo giornate scandite da ritmi frenetici, riempite da mille attività per annullare i vuoti temporali. In tutto questo gioco di scambi c’è un punto di vista di cui bisognerebbe tener conto: quello dei bambini. Abbandonare l’egoismo dell’essere adulti e lasciare spazio al sacrificio per amore dell’altro, rispettandolo nella sua individualità.
Ciascun individuo si costruisce uno schema mentale, un’immagine ideale e perfetta della famiglia che intende creare e di come sarà bello vedere realizzato quello che ha solo immaginato. La maggior parte delle volte succede, però, che la famiglia reale sia lontanissima dall’immagine idealizzata. Far parte di una famiglia dovrebbe permettere a ciascuno di conservare una propria individualità senza per questo sentirsi meno meritevoli dell’affetto e della stima degli altri componenti della famiglia stessa. Ecco allora che la famiglia diventa un luogo sicuro, un posto che si porta nel cuore, un posto nel quale, anche nei momenti di massima ribellione, si speri sempre di tornare. Un edificio che si regge sull’amore ma la gente ci crede sempre meno e meno ci si crede più ci si comporta in modo da renderlo fragile. L’amore dura e si intensifica se lo poniamo al primo posto e vi troviamo, ogni volta, un grande piacere. Due, quattro, sei, otto braccia tese per accogliere, sostenere, confortare ed educare, una famiglia dovrebbe essere composta da persone che hanno voglia di ascoltare, che hanno desiderio di amare, che hanno capacità di forgiare caratteri e individui che, pur rincorrendo una propria specificità, sappiano di appartenere a qualcosa di profondo ed immutabile. Immutabile non nel numero di componenti, nello stile di vita, o nell’assetto organizzativo, ma, immutabile nell’intento. Far parte di una famiglia dovrebbe farci sentire come componenti di un unico coro nel quale le voci ora si fondono ora prevalgono l’una sull’altra con l’unico scopo di dar vita a una splendida armonia che ci renda felici, amati, motivati, importanti, grati, liberi, ispirati, accolti sempre e comunque.