Skip to content
Giocare - Anna Cortesi - Orione n. 14 - Le Famiglie - Fondazione Sinapsi

|

Giocare a casa e a scuola

18 Aprile 2019
Il rapporto tra genitori e figli segue l’andamento dell’evoluzione della società. Anche il gioco, in tutte le sue forme, è una buona rappresentazione della condizione culturale dei popoli, dei loro mutamenti sociali e della loro capacità di emanciparsi rispetto agli standard di sviluppo.
Giocare - Anna Cortesi - Orione n. 14 - Le Famiglie - Fondazione Sinapsi

|

Giocare a casa e a scuola

18 Aprile 2019
Il rapporto tra genitori e figli segue l’andamento dell’evoluzione della società. Anche il gioco, in tutte le sue forme, è una buona rappresentazione della condizione culturale dei popoli, dei loro mutamenti sociali e della loro capacità di emanciparsi rispetto agli standard di sviluppo.

All’interno dei nuclei familiare i momenti ludici dei bambini si sono modificati nel tempo rispecchiando le nuove opportunità che la società offre. Nei paesi più industrializzati, l’urbanizzazione, la rivoluzione tecnologica prima e l’avvento del digitale poi, hanno modificato gli usi e i costumi delle famiglie e di conseguenza anche le modalità di gioco dei bambini. Un tempo, le attività ricreative seguivano per lo più l’andamento meteorologico e stagionale perché era consuetudine ritrovarsi nelle strade o nei cortili delle abitazioni: bastava uscire di casa per trovare qualcuno con cui intrattenersi, chi c’era, c’era e chi c’era giocava. In famiglia gli adulti non si univano ai giochi dei bambini, considerati passatempo o perdita di tempo, né i bambini ne richiedevano la partecipazione. Le famiglie erano più numerose: c’erano uno o più fratelli con i quali giocare e anche nel caso in cui fossero possibili forme di gioco condiviso con gli adulti, la relazione genitori-figli, impediva comunque ai bambini di agire in libertà come avveniva nei rapporti più confidenziali con i compagni. Oggi invece si verifica l’esatto contrario: sono i genitori che, in base alle loro esigenze organizzative, determinano luoghi e tempi delle attività ludiche dei bambini. Spazi limitati e mancanza di aggregazione spontanea hanno impedito la trasmissione di tutti quei giochi che si passavano di generazione in generazione lasciando il posto, in ambito famigliare, ad attività da svolgere in ristrettissimi gruppi, con l’utilizzo di materiale via via più strutturato. Nonostante questo, molti giochi praticati fin da tempi ormai remoti, sono divenuti patrimonio culturale dell’umanità e rappresentano a tutt’oggi l’ambito di una più netta separazione tra il mondo dei bambini e quello degli adulti. Nel caso invece dell’uso dei giochi elettronici o da tavolo i ruoli infantili e quelli genitoriali a volte sono paritari. La diffusione della frequenza alla scuola dell’infanzia poi, ha determinato un grande cambiamento culturale nelle famiglie, che si sono molto sensibilizzate sull’importanza dell’attività ludica per lo sviluppo 24 La rappresentazione della famiglia rispetta la modificazione dei ruoli genitoriali avvenuta nella società moderna armonico del bambino: il gioco, quindi, è riconosciuto come canale privilegiato per facilitare gli apprendimenti e non solo come esperienza di divertimento. Nella scuola dell’infanzia, grazie alla predisposizione di spazi adeguati e alla varietà delle offerte proposte, i bambini hanno la possibilità di sperimentare innumerevoli forme di gioco e riportare in famiglia le esperienze ludiche vissute a scuola. Nella dialettica che caratterizza la relazione tra famiglia e scuola, con il gioco della casetta, i bambini ritrovano un’area che rimanda all’esperienza familiare, all’interno della quale potersi identificare con le proprie le figure parentali. In questo spazio, arredato con tavolo, sedie, lettini, bambole, madie e dotato di pentole, piatti, stoviglie, accessori per la pulizia, i bambini, giocando tra di loro, riproducono minuziosamente azioni, modalità di comunicazione e stili educativi dei loro adulti di riferimento, condividendo inconsapevolmente gli uni i vissuti degli altri. Fingono, ad esempio, la preparazione e la consumazione del pranzo, si coccolano o si rimproverano rievocando le stesse modalità di cure a loro volta ricevute.

Giocare - Anna Cortesi - Orione n. 14 - Le Famiglie - Fondazione Sinapsi

Nel corso dei miei ultimi anni di lavoro, svolto in qualità di coordinatrice della scuola dell’infanzia, ho potuto osservare come il gioco simbolico si sia modificato seguendo l’evoluzione della società, liberandosi di alcuni retaggi culturali del passato. Così, come nel gioco del muratore, le femmine costruiscono muri di mattoni e in quello del falegname picchiano chiodi e stringono dadi, nel gioco della casetta i maschi vestono le bambole, apparecchiano, cucinano, riordinano a testimonianza del superamento di alcuni stereotipi di genere. La rappresentazione della famiglia rispetta la modificazione dei ruoli genitoriali avvenuta nella società moderna in cui mamma e papà si occupano insieme della cura della casa e dell’accudimento dei figli. Ma non solo: negli incontri, predisposti per l’inserimento dei bambini alla scuola dell’infanzia e nelle successive riunioni di routine, sono spesso presenti entrambi i genitori a differenza del passato dove si registrava una partecipazione quasi totalmente al femminile. Nel corso delle assemblee con le famiglie, ho avuto modo di arricchire la mia conoscenza circa le nuove forme di gioco svolte in ambiente extra-scolastico e i differenti approcci dei genitori ai momenti ludici dei bambini. Secondo alcuni, le attività più gettonate dei figli rimangono quelle all’aperto, oppure quelle più tranquille in casa, sul tappeto del salotto o sul tavolo di cucina, con la vicinanza dell’adulto, piuttosto che in solitudine nella propria cameretta. Naturalmente, tra la miriade di giochi a disposizione, quelli digitali fruibili attraverso l’uso di tablet e smartphone sono molto ambiti dai bambini e il loro utilizzo fa ormai parte del quotidiano. In famiglia alcuni genitori si sentono quasi costretti a giocare con i propri figli per distoglierli dall’uso prolungato dei video giochi, sentendosi spesso inadeguati per la difficoltà di riuscire a trovare proposte di gioco motivanti e divertenti. Più funzionale allo scopo risulta per loro la visione condivisa di libri illustrati, la lettura di storie, il fare la pizza o la torta insieme. Altri genitori, appassionati giocatori digitali, ritengono che ogni generazione sia figlia del proprio tempo e reputano eccessive le campagne di allarme volte a demonizzare tali pratiche ludiche. Secondo loro i molteplici giochi, scaricabili da Internet, oltre a essere educativi dal punto di vista dei contenuti, promuovono l’alfabetizzazione digitale dei bambini e l’acquisizione di abilità spendibili in futuro. In questi casi l’esperienza di gioco in famiglia può avvicinare i genitori ai propri figli in un’ottica di condivisione. In relazione ai cambiamenti nell’attività di gioco in famiglia, molti genitori segnalano una maggiore difficoltà dei propri figli a giocare in autonomia: lo dimostrano passando da un gioco all’altro o richiedendo spesso la loro partecipazione. Infine non mancano genitori che sentono viva l’esigenza di giocare con i loro bambini e manifestano quasi un senso di incredulità nel riferire quanto alcuni giochi — lego, macchinine, memory, domino, caccia al tesoro…— riescano ancora a divertirli. Non bisogna dimenticare che il gioco, qualunque sia l’età in cui viene esercitato, per assolvere la sua vera funzione, richiede motivazione e intenzionalità. Se per tutti i bambini giocare è naturale, non lo è per tutti gli adulti e il far finta di farlo può risultare assai complicato e poco divertente. In famiglia non è importante quale tipologia di gioco adulti e bambini riescono a svolgere insieme, ma piuttosto la connotazione giocosa che scaturisce da ogni reale momento di svago condiviso: qualsiasi attività, praticata in un clima sereno e disteso, rafforza i legami di intimità già in essere tra genitori e figli e più semplicemente aiuta il superamento di molte tensioni tipiche del quotidiano familiare.

per citare questo articolo

Anna Cortesi:

Giocare a casa e a scuola,

n. 14 - Le famiglie,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

INSERISCI COMMENTO ALL’ARTICOLO

In questo numero