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l'isola che c'è

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Noi giochiamo tutti i giorni

2 Maggio 2019
«Quando apre la casa di Gelsomina?», una ragazzina autistica chiedeva alla mamma.
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Noi giochiamo tutti i giorni

2 Maggio 2019
«Quando apre la casa di Gelsomina?», una ragazzina autistica chiedeva alla mamma.

Gelsomina è la responsabile di una delle nostre attività ricreative, lei e gli altri responsabili e volontari hanno tracciato il primo passo di una integrazione che è accoglienza, casa, posto caldo, che dona sicurezza. Le famiglie iscritte sono numerose e proporzionate al grado di conoscenza della nostra associazione sul nostro territorio, che non è altissima, perché consapevolmente ci muoviamo in modo graduale. Miriamo sempre alla qualità e non alla quantità del tempo e delle attività ricreative offerte gratuitamente a bambini e ragazzi. Io sono Mirella, mamma di una bimba con disabilità, vice-presidente dell’associazione L’isola che c’è, e insieme all’avvocato Antonino Fiondo che ricopre la carica di presidente, coordino i laboratori ludici i cui responsabili sono maestre della scuola d’infanzia ed elementare in pensione, avvocati che si tolgono la toga per indossare la veste materna e paterna con tutti i bimbi, laureande in scienze dell’educazione, psicologhe, maestri di musica e musicisti, maestre di danza, maestre di inglese e tra i volontari stessi una giovane non-vedente e una ipovedente che con forza ed entusiasmo aiutano noi stessi ad essere sensibili al tema della disabilità guardandola con i loro occhi attenti alle sfumature della vita. Prima di chiedermi chi sarò da grande…devo sapere chi sono! Io sono il mio corpo… la mia mente… il mio cuore… io sono le mie mani. L’attenzione nella scelta delle mani come icona rappresentativa della nostra associazione la dice lunga… le mie mani… le tue mani sono il tuo cantiere: il bimbo scoprirà cosa è capace di fare… lui si scoprirà artefice di meraviglie per sé e per l ‘altro, con l’aiuto dell’altro. Le mie mani … le tue mani sono la tua musica: la musica è la prima forma di comunicazione …le tue mani possono battere… sfiorare… vibrare… stringersi a quelle dell’altro e cantare! Le mie mani le tue mani sono la tua storia: le tue mani ti rappresentano, raccontano… si aprono in attesa come un libro di uno sguardo che le legga! Tutti nel gioco rivelano a se stessi e agli altri il proprio talento… la propria luce… la propria identità, tutti in nome di quell’Amore che non è finzione della realtà quando è condivisione delle diversità. Il gioco coinvolge gesti, parole, azioni… le parole possono costruire o demolire. Ogni bimbo, ragazzo, uomo che sia disabile e meno comunica anche dietro un atteggiamento non socialmente adeguato il suo stato d’animo il suo bisogno di essere compreso per poi comprendere. Quando si impara a camminare si impara prima a stare in piedi… si cerca una stabilità iniziale per poi avere il coraggio di lasciarla e riprenderla… un passo dopo l’altro… Così nel gioco si sperimenta in particolare la forza del gruppo che aiuta a sentirsi al sicuro nel cerchio dove si crea una connessione intima, si apre una finestra da cui tu puoi affacciarti sull’altro e l’altro può guardare dentro te. Il gruppo da cerchio diventa una pista di lancio dove ognuno giocando si spinge avanti crescendo… Nelle attività ludiche che proponiamo invitiamo anche i genitori a rimanere e giocare con i figli e gli altri bimbi, ragazzi: il gioco diventa una cordata che unisce tutti e nessuno resta indietro, tutti sono uguali; gli stessi adulti riscoprono la bellezza delle cose semplici che si nutrono della voglia di giocare che diventa occasione per drammatizzare nel senso di mettere in scena se stessi. La quotidianità, le difficoltà, le emozioni…e comprendi di non essere solo! Non lo sei mai stato! Noi responsabili e volontari grazie alla collaborazione della Fondazione MAC Insieme abbiamo seguito un corso presso la nostra ludoteca per capire di più sui disturbi sensoriali, per cercare di metterci nei panni di chi non vede, di chi ha una disabilità che investe la plurisensorialità. Come fare per capire? Abbiamo giocato… siamo stati al gioco… Ci siamo messi in gioco per liberarci innanzitutto del pregiudizio, questa tendenza a giudicare prima…prima di ogni proposta ludica, prima di cercare l’oggetto giusto con cui giocare con l’altro dobbiamo guardare all’altro, pensare non alla prestazione ma all’interazione per non violare la caratteristica primordiale dell’aspetto ludico… cioè il divertimento! Una buona interazione avverrà solo se dopo un’attenta osservazione della persona nella sua interezza, utilizzando tutti i sensi , non siamo solo occhi se il mondo non è per noi solo una sagoma ma qualcosa di più, riusciamo a motivarla.

per citare questo articolo

Mirella Massa:

Noi giochiamo tutti i giorni,

n. 6 - Il gioco,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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In questo numero

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La finalità del gioco è quella del puro divertimento: si gioca con l’obiettivo di trascorrere del tempo in modo piacevole. Le origini del gioco sono antichissime e coincidono con la comparsa dell’Uomo sulla Terra.