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Una partita di sitting volleybal

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Da Kigali a Rio

29 Aprile 2019
CBM è la più grande organizzazione umanitaria internazionale impegnata nella prevenzione e cura della cecità e disabilità evitabile nei Paesi del Sud del mondo.
Una partita di sitting volleybal

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Da Kigali a Rio

29 Aprile 2019
CBM è la più grande organizzazione umanitaria internazionale impegnata nella prevenzione e cura della cecità e disabilità evitabile nei Paesi del Sud del mondo.

CBM Italia Onlus è un’Organizzazione Non Governativa (ONG) parte di CBM. Siamo parte di CBM International (Christian Blind Mission), organizzazione senza scopo di lucro attiva dal 1908 per assistere, curare, includere e dare una migliore qualità di vita alle persone con disabilità che vivono nei Paesi più poveri. CBM Italia è parte di una famiglia composta da 11 associazioni nazionali (Australia, Canada, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Kenya, Nuova Zelanda, USA, Sud Africa e Svizzera) che insieme sostengono progetti e interventi di tipo medico-sanitario, riabilitativo ed educativo. Operiamo nei Paesi del Sud del mondo in stretta collaborazione con i partner locali. Con questa filosofia di intervento e grazie al generoso aiuto di tanti sostenitori in tutto il mondo, nell’ultimo anno abbiamo assistito più di 32 milioni di persone. CBM Italia lavora principalmente nell’ambito di tre articoli della Convenzione Onu dei Diritti delle Persone con Disabilità, art. 8 (Accrescimento della Consapevolezza), art. 11 (Emergenze), art. 32 (Cooperazione Internazionale), ma opera ampiamente e, a volte in maniera trasversale, anche in altri ambiti specifici, tra cui anche l’art. 30 (Partecipazione alla vita culturale e ricreativa, agli svaghi ed allo sport). CBM Italia ha deciso un anno fa di affrontare una nuova sfida: seguire l’iniziativa di quella che era una piccola squadra di sitting volleyball in Rwanda e che nel tempo è cresciuta fino a diventare le nazionale. Un percorso che ha portato sempre di più queste ragazze a credere in sé stesse, attraverso il valore alto e potente dello sport proprio come mezzo di superamento di difficoltà e di affermazione a tutto tondo nella comunità.

Come nasce il sitting volleyball in Rwanda

Il sitting volleyball (maschile) viene introdotto in Rwanda nel 2005. Nel 2008 la Voluntary Services Overseas conduce numerosi training per allenatori ed arbitri per favorire l’innalzamento del livello dello sport non solo in Rwanda, ma anche nei paesi confinanti, come Uganda, Burundi e Repubblica Democratica del Congo. Nel 2012 la nazionale rwandese maschile di sitting volleyball partecipa ai Giochi Paralimpici di Londra, arrivando in nona posizione.

Rwanda Women’s Sitting Volleyball

Dopo Londra, il National Paralympic Committee (NPC) del Rwanda inizia un programma di sitting volleyball femminile attraverso la formazione di una squadra, un percorso di allenamenti e la partecipazione a partite internazionali. La crescita del movimento femminile ha portato all’organizzazione da parte del NPC di un campionato nazionale a 8 squadre. Ed è in questo che CBM Italia si è inserita con un
progetto di cooperazione internazionale mirato a supportare,
formare la squadra. Obiettivi dell’intervento di CBM Italia sono stati:
• qualificare la nazionale femminile alle Paralimpiadi di Rio 2016;
• migliorare il livello del sitting volleyball femminile in Rwanda;
• aumentare la sensibilità su temi importanti come quelli di genere e inclusione nello sport e nella società più in generale.

Liliane

Liliane è il capitano della squadra di sitting volley del Rwanda, sostenuta da CBM, che nei mesi scorsi ha vinto il campionato africano di questa specialità. Nel 1997, all’età di 8 anni, Liliane camminava lungo la strada. “Stavo andando al negozio a comprare il latte. Ma un’auto mi ha colpito, e mi è passata sopra la gamba. Per molti anni non ho capito cosa mi fosse capitato realmente. Facevo fatica a parlarne. Ora ho accettato finalmente la mia disabilità. E lo sport mi ha aiutato tantissimo in questo.” È la prima volta che una squadra femminile africana raggiunge una competizione di così alto livello: Rio 2016. Ma lo sport non è solo questo, è un aiuto grandissimo, riconosciuto internazionalmente, per le persone con disabilità. Lo sport è un messaggio di inclusione, di non-discriminazione, di forza e positività. Per CBM Italia, è uno dei modi più belli e significativi con cui si ha occasione di fare sensibilizzazione sul territorio italiano; in Italia lo facciamo anche attraverso la bici. “LUCI IN BICI” è una biciclettata notturna che ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della cecità e della disabilità evitabile nei Paesi del Sud del mondo e di sostenere il lavoro degli operatori di comunità di CBM che con ogni mezzo possibile, anche solo una bici, raggiungono i bambini con disabilità nei villaggi più isolati. Ogni anno CBM Italia invita le società di paraciclismo a partecipare per promuovere insieme un messaggio positivo di inclusione e una testimonianza diretta che lo sport “non ha limiti” e unisce tutti, allo stesso modo.

SBS Bergamo a Luci in Bici – 2015

Quest’anno in particolare CBM Italia organizzerà a quattro mani Luci in Bici a Bergamo con SBS Bergamo, in un progetto corale di promozione della sport terapia e di un messaggio positivo di cultura dell’inclusione, in Italia e anche nei paesi in cui CBM Italia opera.

per citare questo articolo

Chiara Anselmo:

Da Kigali a Rio,

n. 8 - Lo sport,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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L’inclusione è uno degli obiettivi della Fondazione Sinapsi, che non vuole confondersi con l’iperprotezione, ma che vuole significare discriminazione per nessuno, dignità per tutti, insieme alla possibilità di accedere ad esperienze di piacere e benessere.