Sono una musicista non vedente che ha voluto intraprendere gli studi di pianoforte al conservatorio con tutto ciò che ne consegue, soprattutto i tempi da rispettare per poter dare gli esami nelle giuste sessioni. Le difficoltà sono aumentate soprattutto nell’ultimo periodo di studio, cioè quello più avanzato. Spesso, purtroppo, le partiture in Braille risultavano irreperibili e dovevo accontentarmi di ciò che era presente nei vari cataloghi delle biblioteche, o richiedere una trascrizione personale per la quale potevano trascorrere mesi. Negli ultimi anni, la trascrizione in Braille delle partiture ha registrato un sensibile aumento, ma soprattutto nell’ambito della musica corale e moderna, si registra ancora una forte carenza. Per far fronte alle scadenze temporali, la persona non vedente deve sobbarcarsi una grossa mole di lavoro mnemonico oltre che tecnico, oltre alla possibilità più che concreta di non trovare le partiture trascritte in Braille di cui ha bisogno. La partitura Braille, poi, risente della assoluta impossibilità della verticalizzazione nella scrittura musicale, cosa che ai vedenti garantisce, attraverso la presenza del pentagramma, una immediatezza nel comprendere le caratteristiche essenziali della partitura. Per tutti questi motivi appena esposti, è evidente che affinare l’ascolto, è fondamentale. Un ascolto consapevole dovrebbe essere una prerogativa di tutti i musicisti, visto che la musica ha una valenza soprattutto uditiva. L’ascolto, quindi, per uno studente non vedente, può essere considerato alla stessa stregua della lettura a prima vista, se l’orecchio è predisposto e successivamente ben allenato. In questo contesto si inserisce Musica Parlata, una metodologia di studio ideata dal Prof. Alfredo Capozzi. Musica parlata si avvale di un software da scaricare e installare sul proprio pc (MP Player) e di tracce audio programmate appositamente con tutte le informazioni riguardanti la partitura. Il software si installa facilmente e interagisce senza problemi con i principali screen readers utilizzati, come NVDA e JAWS. I brani di Musica Parlata, sono compilati per essere riprodotti dal player. La particolarità di questa metodologia è nelle tracce audio, che vengono realizzate da musicisti veri, con la relativa registrazione di strumenti acustici reali. Ciò, abbastanza spesso, non avviene neanche nei metodi di studio creati per i normodotati. Accanto alle tracce strumentali, sono presenti anche tracce vocali che cantano la partitura indicando le note da eseguire con relativa durata, intensità, ed interpretazione dei fraseggi. Le tracce vocali, chiamate Dizione Musicale, sono riprodotte in modo sincronizzato con quelle strumentali e come per le altre possono essere attivate o spente a piacimento. Il player, attraverso la tastiera del PC, permette in modo semplice di isolare le singole tracce, creare frammenti dei brani ponendoli in loop. Consente anche di rallentare o velocizzare il brano, di salvare le impostazioni e di riprenderlo da dove lo si abbandona per continuarne lo studio in seguito. Musica Parlata non intende sostituirsi al Braille, ma affiancarlo. L’apprendimento del Braille, e nello specifico della notazione musicale, resta un elemento fondamentale per lo studio. Questa metodologia può appassionare un ragazzino allo studio della musica, fornendogli un approccio quasi ludico, oltre ad un ben più importante sprone nel perfezionare il proprio ascolto. Musica Parlata può ancora essere un incentivo per persone che hanno abbandonato gli studi musicali, ma che desiderano riprenderli in modo più leggero. Musica Parlata permette di avere una comprensione immediata del brano che si sta studiando. Affidate all’orecchio la lettura a prima vista fornendo in un unico ascolto tutte le informazioni necessarie al corretto studio di una partitura. Il player di Musica Parlata, i brani musicali e tutti i materiali informativi, saranno presto a disposizione degli utenti interessati su www.musicaparlata.it, sito ancora in costruzione, ma di prossima apertura.
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Il laboratorio con il Soundbeam® è valutato molto più che positivo. I ragazzi in principio molto titubanti e curiosi nei confronti del nuovo strumento