All’interno di questa importante cornice metodologica il gioco è descritto innanzitutto come azione finalizzata all’apprendimento delle proprietà del mondo fisico e sociale che circonda il bambino. Manipolando gli oggetti il bambino ne esplora le caratteristiche fisiche dal punto di vista sensoriale e sviluppa competenze motorie; combinandoli in costruzioni semplici come file o torri e complesse come castelli e case ne studia le possibili relazioni spaziali; attraverso il gioco del facciamo finta che… approfondisce la funzione degli oggetti nella vita quotidiana e sviluppa il pensiero astratto. L’ICF-CY sottolinea anche l’aspetto sociale del gioco come terreno di sperimentazione delle transizioni sociali e come momento di partecipazione alla vita della comunità. Nel bambino a sviluppo tipico le competenze di gioco emergono in modo naturale dall’interazione con i genitori e i coetanei. Nel momento in cui alcune limitazioni sensoriali, motorie o cognitive del bambino riducono la possibilità di agire liberamente e autonomamente nel contesto fisico e sociale tramite l’interazione con gli oggetti o la comunicazione con genitori e coetanei, le opportunità di gioco diminuiscono e di conseguenza si riducono le occasioni di apprendimento: occorre quindi stimolare con particolare attenzione e in modo mirato le competenze di gioco. La letteratura scientifica che tratta del gioco dei bambini con disabilità mette in luce gravi limitazioni nelle attività ludiche, determinate sia da fattori individuali che ambientali. Per intervenire su queste limitazioni, si può da un lato, agire sulla modalità di gioco scegliendo in modo opportuno le attività da proporre e adattandole alle caratteristiche individuali, dall’altro si può intervenire sui giocattoli veri e propri. La scelta del giocattolo è quindi uno dei fattori che possono facilitare o meno le possibilità di gioco. La prima ricerca in genere è orientata ai giocattoli normali, in modo da avere un’ampia scelta di oggetti la cui progettazione ha come obiettivo quello di attirare il bambino e farlo divertire, il cui costo è generalmente accessibile e che possono essere condivisi con i coetanei. Non tutti i giocattoli sono però uguali. Il primo aspetto che dovrebbe essere considerato è quello della sicurezza e, più in generale, della qualità: se per la salute di nostro figlio scegliamo, per quanto possibile, alimenti di buona qualità e di provenienza sicura, allo stesso modo per lo sviluppo psico-motorio dovremmo coerentemente scegliere giocattoli di buona qualità per quanto riguarda sia i materiali sia la progettazione. In particolare, si parla di Progettazione per Utenza Ampliata o Design for All, facendo riferimento a una progettazione ideale di tutti i prodotti e gli ambienti artificiali, tali che siano piacevoli e fruibili per quanto possibile da tutti, indipendentemente dall’età, capacità e/o condizione sociale di chi li utilizza. I principi generali del design for all richiedono:
• equità (utilizzabile da chiunque),
• flessibilità (adatto a diverse abilità),
• semplicità (uso facile da capire),
• percettibilità (informazioni sensoriali di tipo diverso),
• tolleranza all’errore (minimizzazione di rischi o azioni non volute),
• contenimento dello sforzo fisico (utilizzo con minima fatica),
• misure e spazi sufficienti (è garantito lo spazio idoneo per l’accesso e l’uso).
Tali principi possono essere facilmente applicati al caso particolare dei giocattoli, per cui il giocattolo deve:
• essere attraente dal punto di vista percettivo e sensoriale indipendentemente dalle capacità sensoriali del bambino;
• essere semplice e intuitivo per l’utilizzo;
• essere facile da usare sia dal punto di vista cognitivo che delle competenze motorie necessarie;
• essere adattabile facilmente alle diverse capacità del bambino e alla necessità di eventuali
• ausili per la mobilità e la postura;
• promuovere lo sviluppo incoraggiando l’esplorazione e la scoperta attraverso il divertimento;
• essere versatile per prestarsi a usi diversi.
All’estero prima e più recentemente anche in Italia sono stati creati cataloghi di giocattoli adatti, cioè giocattoli di comune commercio che per le loro caratteristiche sono più adatti di altri a essere utilizzati anche in caso di disabilità. La progettazione con un occhio di riguardo all’accessibilità ha inoltre il vantaggio di rendere più facile l’adattamento per l’utilizzo nei casi specifici. Le strategie principali per adattare un giocattolo sono:
• stabilizzare e posizionare il giocattolo per facilitare l’interazione;
• aggiungere estensioni e prolunghe per facilitare la localizzazione, l’identificazione, la prensione e la manipolazione;
• delimitare l’area di gioco in modo che i giocattoli siano sempre visibili e a portata di mano;
• modificare le caratteristiche percettive aggiungendo parti in rilievo, modificando i colori,
• collegando campanelli o altri generatori di suono;
• modificare le modalità di attivazione e interazione.
Nell’adattamento la fantasia e la creatività dell’adulto possono veramente fare la differenza per creare giocattoli modificati che possano essere apprezzati anche dai compagni del bambino disabile. Infatti l’adattamento, così come la costruzione di giocattoli su misura, dovrebbe avere come risultato un prodotto finale migliore di quello originale perché accresciuto dal valore aggiunto dell’amore e dell’attenzione di chi lo ha modificato o creato. Non sempre però è possibile reperire sugli scaffali, se non dei supermercati, almeno dei negozi di giocattoli specializzati, materiali veramente adatti: occorre allora rivolgersi al mercato dei giocattoli speciali. I limiti in questo caso sono dati dall’offerta limitata per numero e tipologia di giochi, dal maggior costo dovuto alle caratteristiche del mercato speciale e infine da una maggiore attenzione all’obiettivo riabilitativo del gioco rispetto alla giocabilità vera e propria. Questi indubbi limiti non devono però essere un alibi per privare il nostro bambino del gioco a lui più adatto nel caso in cui non si siano trovate soluzioni alternative del tipo descritto prima.
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La finalità del gioco è quella del puro divertimento: si gioca con l’obiettivo di trascorrere del tempo in modo piacevole. Le origini del gioco sono antichissime e coincidono con la comparsa dell’Uomo sulla Terra.