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Alea iacta est

6 Maggio 2019
La finalità del gioco è quella del puro divertimento: si gioca con l’obiettivo di trascorrere del tempo in modo piacevole. Le origini del gioco sono antichissime e coincidono con la comparsa dell’Uomo sulla Terra.

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Alea iacta est

6 Maggio 2019
La finalità del gioco è quella del puro divertimento: si gioca con l’obiettivo di trascorrere del tempo in modo piacevole. Le origini del gioco sono antichissime e coincidono con la comparsa dell’Uomo sulla Terra.

Secondo alcuni studiosi, il gioco ha addirittura inizio con la nascita dell’Universo, dopo l’esplosione del Big Bang. Se quest’affascinante teoria fosse attendibile, sarebbe possibile affermare che non è stato l’Uomo ad aver inventato il gioco, ma è il gioco che ha dato vita all’Universo e, quindi, anche all’Uomo. Dal vocabolo az-zahr, che in arabo vuol dire dado, ebbe origine il nome della zara, gioco molto in voga nel medioevo e citato anche da Dante nella Divina Commedia (Purgatorio – Canto VI). Analogamente, in latino, àlea significa “gioco di dadi” ed è celebre, a riguardo la nota affermazione “alea iacta est” (il dado è tratto), che Giulio Cesare pronunciò accingendosi a varcare il Rubicone. I primi strumenti di gioco aleatorio di cui si ha traccia sono costituiti da alcuni particolari ossicini di quadrupede, detti astragali, utilizzati come antenati dei dadi. Dei dadi nell’attuale forma cubica ne parla Omero (VIII secolo A.C.), ma sono stati ritrovati reperti, di analoga fattezza, in alcune tombe egizie del 2000 A.C. La parola “gioco”, oggi, viene anche impiegata in modo più specifico, riferendosi ad attività ricreative di tipo competitivo, e caratterizzate da obiettivi e regole rigorosamente definiti come nel caso dei giochi di società o dei giochi da tavolo. Durante l’età evolutiva il gioco svolge svariate funzioni di tipo motorio, intellettivo, sociale, emotivo, affettivo. In particolare il gioco permette al bambino di allenare la mente e il corpo, sviluppare la fantasia, controllare l’emotività. Giocando s’impara a socializzare e comunicare in maniera efficace e adeguata sia con i coetanei, sia con gli adulti. Il gioco permette, inoltre, lo scambio immediato di cultura, informazioni e strategie tra le vecchie generazioni e le nuove. Anche l’adulto ha bisogno di momenti di evasione, rilassamento, scambio, confronto, arricchimento. La sociologia ritiene il gioco fondamento di ogni cultura dell’organizzazione sociale, e quando evidenzia il fatto che anche gli animali giocano, indica che esso è un fattore un fattore preculturale. Uno degli aspetti più importante del gioco è che è in grado di aiutare i bambini a superare le proprie paure, perché consente loro di trasferire l’oggetto del timore su un altro oggetto, familiare e quindi non pericoloso; inoltre studiosi hanno dimostrato che imparare attraverso il gioco permette un apprendimento più rapido e duraturo proprio perché esso conserva in se la forza necessaria ad una serena crescita formativa.

per citare questo articolo

Attilio Sofia:

Alea iacta est,

n. 6 - Il gioco,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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