garante per le disabilità del Comune di Vico Equense attraverso una consulenza relativa alla trasformazione di un menù cartaceo in menù accessibile anche alle persone non vedenti.
IL CODICE BRAILLE
Cosa non è il Braille? Il Braille non è un metodo, non è una lingua. È un codice di letto-scrittura a rilievo utilizzato dalle persone non vedenti, riconosciuto a livello internazionale. Rappresenta l’invenzione che ha rivoluzionato agli inizi del 1800 l’esistenza delle persone con disabilità visiva sul piano della dignità personale, dell’autonomia culturale, in sintesi dell’auto determinazione individuale. Prima del codice Braille l’educazione dei giovani non vedenti era limitatissima: basata quasi esclusivamente sull’ascolto oppure sull’adattamento tattile di lettere in nero, che una scarsa e lentissima capacità di lettura e la quasi totale impossibililità di scrittura, perché i canoni utilizzati erano legati alla percezione visiva. Con il Braille il polpastrello legge immediatamente i puntini a rilievo che formano le varie lettere, con un semplice tocco. L’esigua estensione della cella braille (7 millimetri di altezza per 4 millimetri di larghezza) risponde perfettamente alla superfice del polpastrello e alle peculiarità intrinseche del senso del tatto. Con diverse combinazioni dei 6 puntini Louis Braille, ideatore del codice, creò una perfetta corrispondenza con tutti i segni alfanumerici: segni di interpunzione, note musicali e tutti gli altri simboli grafici che si utilizzano nella scrittura, rendendo possibile una trascodifica fedele di qualsiasi scritto in nero. Oggi il codice Braille — a quasi 200 anni dalla sua invenzione (1829) e a quasi 100 (1949) dal suo riconoscimento universale da parte dell’UNESCO come codice di letto-scrittura per persone non vedenti — è tutt’altro dall’essere superato. L’innovazione tecnologica ha reso necessario un upgrade dello stesso codice per integrarlo con i nuovi strumenti digitali, con la nascita del Braille informatico a 8 punti. Tale integrazione, accanto all’uso di strumenti informatici dedicati, permette alle persone con disabilità visiva di gestire device differenti: dal cellulare, al tablet, al PC in completa autonomia, al pari delle persone vedenti.
QR CODE: COS’È E COME FUNZIONA
Il QR code è un codice bidimensionale, un segno grafico, unico strumento in grado di creare collegamento tra la carta stampata e il mondo online. QR code sta per “Quick Response Code” ovvero “Codice a risposta rapida”: la velocità con cui il codice fornisce informazioni equivale infatti solo ed esclusivamente alla velocità di connessione del device utilizzato. Il processo di utilizzo è molto semplice: basta avere un dispositivo dotato di fotocamera, connessione a Internet e app dedicata alla lettura del qr-code (se non presente già nel device e disponibile in molte versioni gratuite o a pagamento negli store). Basterà quindi accedere all’app di scansione codice, inquadrare e si avrà immediatamente accesso al contenuto specifico che è stato scelto per quel Qr code (pagina web, testo, dowload di file, foto, video e audio, mappe e molto altro). Un tablet o uno smartphone di ultima generazione ad esempio, hanno questa funzione inserita nella videocamenra senza la necessità di scaricare ulteriori app.
COSA C’È DIETRO
Più complesso invece è quello che c’è dietro queste semplici azioni. Infatti, i contenuti che l’utente visualizza hanno bisogno di uno spazio in rete dove essere inseriti: l’ideale sarebbe un sito web. Ma ciò non basta: il sito dovrebbe, per buona prassi, essere accessibile. «Per accessibilità si intende la capacità dei sistemi informatici di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari».[1]
ACCESSIBILITÀ DEI SITI WEB
Un sito web accessibile è il risultato di un insieme di parti che interagiscono tra loro, come ad esempio:
- Contenuti: le informazioni all’interno delle pagine web devono essere scritte sotto forma di testo, immagini e audio;
- Assistenti tecnologici: come gli screen reader, software di lettura vocale, tastiere particolari…;
- Applicativi: come il browser web e un media player per riuscire a leggere al meglio le pagine web;
- Sviluppatori: chiunque abbia un ruolo nel progettare un sito web (web designers, programmatori…);
- Tool di convalidazione: che permettano la convalida del codice HTML, CSS…;
- Esperienza utente: anche l’esperienza dell’utente è molto importante per trovare il modo di usare al meglio il web.
Le linee guida per la progettazione accessibile del web si trovano nel documento WCAG 2.0 (Web Content Accessibility Guidelines) dell’11 dicembre 2008, ad opera del World Wide Web Consortium (ancche noto come W3C) è un’organizzazione non governativa internazionale che ha come scopo quello di sviluppare tutte le potenzialità del World Wide Web. In Italia, la legge di riferimento per l’Accessibilità digitale è la Legge n. 4 del 9 gennaio 2004, ma si riferisce al solo ambito della pubblica amministrazione. Si troveranno altri spazi per approfondire il discorso sull’accessibilità del web; ai nostri scopi invece è utile richiamare l’attenzione delle persone che comunicano, delle persone che progettano la comunicazione e di quelle che apportano competenze tecniche per la realizzazione della comunicazione. È necessario, per attuare una società inclusiva in cui il discorso sia aperto a tutti, progettare la comunicazione pensando al maggior numero di destinatari possibili, ognuno con la propria caratteristica.
DALLA CARTA AL WEB: LE FASI DEL PROCESSO
Per poter raggiungere l’obiettivo del progetto siamo partiti da un’analisi del contesto valutando tempi, strumenti disponibili, criteri di riproducibilità e fruibilità. Nello specifico abbiamo ritenuto importante soprattutto la possibilità di ottenere la migliore accessibilità possibile, attraverso uno strumento unico per tutti che però non richiedesse dei costi o passaggi onerosi che ne ostacolassero la riuscita o la riproducibilità. Una volta acquisito il menù tradizionale, in èquipe abbiamo ipotizzato due possibili alternative per consentirne l’accessibilità. Da un lato, l’utilizzo del codice Braille per riscrivere il menù; dall’altro l’utilizzo di un QR code che rimandasse a un contenuto online accessibile alle sintesi vocali. Il sistema che abbiamo ipotizzato permette il dowload diretto del menù accessibile. In questo modo i singoli clienti a seconda delle impostazioni di accessibilità presenti nel proprio device e che già quotidianamente utilizzano, possono leggere il contenuto del menù. Per alcune persone ipovedenti la soluzione migliore potrebbe essere quella di ingrandire il testo, per altre invece utilizzare contrasti differenti o ascoltare le varie voci grazie alla sintesi vocale — VoiceOver per Apple, TalkBack di Google o altri integrati nei dispositivi Android — modalità utilizzata anche per le persone non vedenti che quotidianamente la utilizzano per gestire i loro smartphone. La prima fase è stata quella relativa alla creazione di un PDF accessibile, che rappresenta l’integrazione ideale della comunicazione tra visivo e non visivo mediante una descrizione vocale non arbitraria, restituendo i testi originali e i contenuti nelle sequenze graficamente impostate. Un PDF accessibile è strutturato gerarchicamente: la sintesi leggerà il testo secondo l’ordine che verrà impostato, con un indice, titoli, sottotitoli e paragrafi e con la possibilità da parte dell’utente di ‘saltare’ contenuti a lui non interessanti e giungere dunque alla pagina desiderata, proprio come quando una persona che vede consulta l’indice di una rivista e sceglie di andare direttamente alla pagina dell’articolo che vuole leggere. In un momento successivo, abbiamo caricato questo PDF nel cloud Google del ristoratore-test che ha proposto il menù. Ottimale sarebbe stato inserire questi contenuti su un sito web accessibile (non avremmo dovuto creare il PDF), ma in mancanza di questo — ed essendo la proposta in fase di test — abbiamo ritenuto funzionale inserire il PDF in Google Drive, che dà la possibilità a chiunque abbia il link (e quindi anche tramite QR code) di accedere ai contenuti caricati.
POSSIBILI SVILUPPI
Sarebbe interessante creare una rete dove ogni ristoratore della città, della regione, della nazione, potesse offrire oltre al menù tradizionale, anche il menù accessibile. Pensare sempre a tutti nel momento della creazione del menù (o di qualsiasi altro contenuto) sarebbe buona prassi per una società completamente inclusiva.
NOTE
[1] La definizione si trova sul sito AGID, Agenzia per l’Italia Digitale. AGID è l’agenzia tecnica della Presidenza del Consiglio che ha il compito di garantire la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda digitale italiana e contribuire alla diffusione dell’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, favorendo l’innovazione e la crescita economica. Qui la pagina sull’accessibilità.