Mercoledì scorso a Napoli, presso l’aula Rari (palazzo Gravina) dell’Università Federico II, si è tenuta la conferenza stampa per presentare il progetto Mapper, finanziato dal POR CAMPANIA FESR 2014/2020. Asse Prioritario 3 – Competitività del sistema produttivo.
COS’È MAPPER?
Mapper è un progetto che si articola in due sezioni:
Il portale MAPPER – Mappe on line è stato progettato per realizzare, condividere o scoprire, con un click, un archivio di mappe, itinerari, suggerimenti che, affiancandosi agli strumenti ormai di uso comune come Google Maps o Bing Maps, diventa uno strumento utile per supportare l’evoluzione del turismo smart di territori e aree urbane. Chi vuole, potrà sia creare che usufruire di infinite varietà di itinerari personalizzati.
Il progetto MAPPER – Mappe tattili 3D intende realizzare riproduzioni tridimensionali di luoghi, opere e manufatti, accompagnati da estensioni interattive audio, per un pubblico con disabilità visive. La sfida consiste nell’individuare un metodo realizzativo, leggibile e ripetibile grazie alle nuove tecnologie, garantendo processi di produzione veloci ed economici.
Il progetto è realizzato dal Gruppo FOS Spa e Areablu Edizioni, in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli e con Fondazione Sinapsi.
IL NOSTRO CONTRIBUTO
Grazie al lavoro di rete che da molti anni ci lega alla casa editrice Areablu Edizioni, Fondazione Sinapsi ha messo a disposizione del progetto le proprie competenze relative alla tiflologia e all’accessibilità; inoltre quattro tra i nostri ragazzi hanno partecipato con molto entusiasmo alla fase di testing del primo prototipo stampato con la tecnica additiva della stampa 3D. Ci sono stati momenti di stupore rispetto a quello che stavano toccando: intanto perché non è scontato che persone cieche abbiano a portata di mano modelli in scala di aree turistiche, anche se così famose come l’area dei templi di Paestum. L’incontro è stato, a detta dei progettisti, «una fonte inesauribile di emozioni e di scoperte». Questa fase di esplorazione tattile prevedeva la scoperta delle forme tridimensionali, delle relazioni spaziali tra gli oggetti, delle proporzioni tra loro, con l’obiettivo di fornire ai progettisti feedback aptici non solo relativi agli aspetti materici delle rappresentazioni tridimensionali dei monumenti, ma anche relativi alla rappresentazione di questi nello spazio all’interno della porzione di area archeologica di Paestum interessata. Questo processo ha permesso ai ragazzi di creare una globale mappa mentale dello spazio esplorato con le mani. Sono così emersi diversi consigli per compiere degli aggiustamenti e riproporre una versione che risponda meglio alle esigenze aptiche e organizzative della persona cieca e/o ipovedente. Ci auguriamo, quando il progetto vedrà la sua realizzazione, che la mappa possa essere messa a disposizione delle persone cieche che visitano l’area archeologica di Paestum.
