Questo rapporto, elaborato dal Forum Italiano sulla Disabilità (FID), rappresenta una grande conquista ottenuta dopo anni e anni di lavori, perché mette in luce diversi aspetti che le famiglie e le associazioni si ritrovano a vivere nel quotidiano, cose che non sono considerate dal rapporto ufficiale.
Il Forum Italiano sulla Disabilità (FID)
Il FID si occupa da anni di monitorare l’attuazione di politiche e programmi rivolti alla promozione dei diritti delle persone con disabilità agendo nel più ampio quadro di tutela dei diritti umani, dove sono radicati i principi sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità a cui si ispira (CRPD). Lo spirito di collaborazione in cui si pone il Forum, ha l’obiettivo di sollecitare le istituzioni affinché pongano al centro della loro agenda i diritti delle persone con disabilità.
Molte priorità
Il rapporto mette in evidenza una serie di priorità derivanti da lacune presenti nella legislazione italiana. Ne elencheremo di seguito solo alcune, a titolo esemplificativo e sicuramente non esaustivo:
● includere la definizione di accomodamento ragionevole nella legislazione;
● migliorare le competenze del personale della scuola e stabilire ruoli specifici per gli insegnanti di sostegno;
● raggiungere una definizione comune di disabilità;
● ridurre il divario tra la legislazione sull’accessibilità e la sua applicazione e includere i principi del design for all nel cv ordinario dei professionisti che si occupano di accessibilità;
● abrogare le leggi nazionali che permettono trattamenti sanitari obbligatori e il ricovero coatto;
● fornire maggiore sostegno a chi ne faccia richiesta;
● incentivare la formazione professionale extra scolastica degli studenti con disabilità;
● aumentare il tasso di occupazione delle persone con disabilità;
● istituire un Organismo Nazionale per i Diritti Umani.
I nostri auguri di buon lavoro
Le priorità elencate sono molte e coprono tanti aspetti della vita di una persona, dall’istruzione alla privacy, dall’assistenza lavorativa a quella sanitaria. Se è vero che il welfare italiano è basato sui tre pilastri della sanità, previdenza e assistenza, è anche vero che le risorse destinate, secondo il rapporto, non rispettano l’equilibrio tra questi tre pilastri.