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Il mondo incantato: intervista a Margherita e Stefano

11 Novembre 2025
In occasione della presentazione del libro “Il mondo incantato”, il prossimo 20 novembre presso la Mondadori di Nocera Inferiore, abbiamo intervistato l’autrice Margherita Carbone e l’illustratore Stefano Volpe.

Il mondo incantato: intervista a Margherita e Stefano

11 Novembre 2025
In occasione della presentazione del libro “Il mondo incantato”, il prossimo 20 novembre presso la Mondadori di Nocera Inferiore, abbiamo intervistato l’autrice Margherita Carbone e l’illustratore Stefano Volpe.

Nato quasi per caso, in un momento storico difficile come quello della pandemia, Il mondo incantato non è soltanto un libro per bambini: è il simbolo di un incontro, di una rinascita e di una collaborazione che ha dato voce e colore a due mondi speciali.

La sua autrice, Margherita, non ama definirsi una scrittrice. «Scrivo per me», racconta con semplicità. «Non avrei mai pensato di pubblicare un libro». Eppure, dalla scrittura condivisa nata in un gruppo WhatsApp durante il lockdown — un gruppo di amici chiamato proprio Il mondo incantato, nel quale ognuno inventa storie per ingannare il tempo — è fiorita un’avventura che oggi emoziona grandi e piccini.  Dopo la pandemia, Margherita continua a scrivere da sola, lasciando che siano le parole a guidarla. Inizia, quasi come una sarta, a cucire con pazienza ogni frase, a intrecciare fili di emozioni fino a tessere la tela che diventerà la sua storia. E così nasce il racconto che dà il titolo al libro, quel Mondo incantato ideato per evadere dall’asfissiante grigiore della quotidianità.

Tra i suoi vari progetti, si trova a collaborare con Oltre il guscio, un’associazione con finalità di solidarietà sociale, a tutela dei diritti dei ragazzi e delle ragazze con disabilità. Proprio in questo contesto, Margherita incontra Stefano, un giovane con un talento straordinario per il disegno. Stefano realizza biglietti per ogni occasione — compleanni, lauree, matrimoni — e disegna anche stampe sulle magliette. Il suo lavoro, però, rimane chiuso in grandi raccoglitori, sempre più pieni di creatività non condivisa.

«Tu scegli e lui crea», dice la madre di Stefano, presidente dell’associazione. La signora Anna, con un estrema gentilezza, racconta che l’associazione nasce dalla volontà di tre madri di realizzare spazi aperti e sicuri per i ragazzi con disabilità, che non vengono valorizzati nel loro essere. «Stefano è bravo a disegnare — dice Margherita — e sarebbe bello realizzare un testo illustrato. Così è nato tutto».

Dalla loro collaborazione nasce Il mondo incantato, un racconto dove la fantasia si intreccia con i valori più autentici: la solidarietà, la speranza, l’amicizia e con il supporto della scrittrice Rosa Gargiulo, si individua nella casa editrice Mea Edizioni il partner ideale per dare vita al progetto. Margherita, Anna e Stefano decidono che i ricavati del libro verranno devoluti a Oltre il guscio, per finanziare laboratori di cucina, attività creative e sportive per i ragazzi e le ragazze dell’associazione.

Il libro, pensato per i bambini, è in realtà un messaggio per tutti. «La fantasia dovrebbe restare anche prerogativa degli adulti — dice Margherita — ma crescendo spesso la perdiamo». Attraverso personaggi come lo gnomo, i due orchi che imparano a ritrovarsi, o Speranza, la bambina che si getta nel fiume credendo di non essere amata, Margherita parla della forza dell’unione e della fiducia. «A volte crediamo che chi ci sta accanto non ci voglia davvero bene, ma non è così. La speranza, la solidarietà, l’unità tra le persone possono aiutarci a superare qualsiasi difficoltà».

Dietro ogni parola c’è un impegno tecnico e creativo straordinario: Margherita scrive al computer con sintesi vocale e barra Braille, che le permette di leggere ciò che ha scritto. Rilegge più volte per cogliere la musicalità delle frasi e l’armonia dei suoni. Secondo Margherita «Viviamo in una società dove molti valori si stanno perdendo. Siamo vittime dei social, che spesso uccidono la fantasia e le nostre virtù. Ma un mondo magico, quello che abbiamo creato, può aiutarci a ricordare chi siamo davvero». E di fatto, a parer mio, questo libro è in grado di risvegliare proprio quelle emozioni dimenticate di cui Margherita parla: la passione per la bellezza, la fantasia creativa, la curiosità verso ciò che ci circonda.

Stefano inizia a disegnare sin da piccolo. All’inizio, i suoi volti sono privi di naso, occhi e bocca: non riesce ancora a definire le forme, ma dentro di lui c’è già la spinta di rappresentare ciò che vede. È grazie a un’insegnante che il suo talento riesce finalmente a trovare una direzione, aiutandolo a concretizzare ciò che fino a quel momento era solo intuizione. Da allora, il suo modo di colorare e di osservare il mondo è cambiato profondamente.

Tra le illustrazioni realizzate, il suo disegno preferito è quello del cane sulla spiaggia. Un altro lavoro che ricorda con particolare intensità è un fiore che perde un petalo: un’illustrazione complessa, difficile da strutturare, ma proprio per questo tra le più significative del progetto. I suoi disegni non nascono mai del tutto dal nulla. Per realizzare le sue illustrazioni, Stefano parte spesso da un riferimento concreto, qualcosa che osserva, copia e poi rielabora con la sua fantasia. I suoi lavori, infatti, sono sempre un equilibrio tra immaginazione e precisione. Stefano è sorprendentemente rapido nel realizzare i suoi lavori: riesce a mantenere le proporzioni in modo perfetto, tanto che, se osserva un disegno di pochi centimetri, è in grado di riprodurlo identico su una superficie di due metri. Gli vengono dati due mesi di tempo per completare le illustrazioni del progetto, ma dopo appena venti giorni terminato tutto — e non ha voglia di smettere di disegnare.

La madre sottolinea con emozione l’evoluzione che Stefano ha nel tempo: la sua estrema precisione si trasforma in qualcosa di più libero. Stefano, intraprendendo questo nuovo percorso con Margherita, inizia a utilizzare gli acquerelli, accettando le sbavature e l’imperfezione, lasciando andare la minuziosità del pastello. Un piccolo grande passo che rappresenta una vera forma di terapia: accettare l’errore come parte del processo creativo. Il suo è, a tutti gli effetti, un disegno terapeutico. Oggi Stefano ama lavorare con tutti i materiali – pastelli, acquerelli, qualsiasi cosa gli permetta di esprimersi. Questa è stata la prima volta che ha realizzato illustrazioni per un libro: finora si era sempre dedicato a biglietti e quadri. L’esperienza lo ha entusiasmato e ora sogna di poter illustrare altri libri in futuro. 

Insomma,  Il mondo incantato non è soltanto un libro per bambini: è la dimostrazione che la fantasia può essere un ponte tra le persone, uno spazio dove ciascuno può sentirsi libero di esprimersi e di essere ascoltato. Per Margherita e Stefano, quel mondo non è più un sogno — è diventato realtà. Conoscere Margherita e Stefano è stato per me un privilegio e una grande occasione di crescita. Nelle loro parole ho ritrovato la forza della fantasia e la bellezza di chi sa ancora sognare. Intervistarli mi ha ricordato che l’arte di raccontare non appartiene solo ai libri, ma anche agli incontri autentici tra le persone.

Grazie per aver condiviso con me non solo la vostra storia, ma il vostro modo di guardare il mondo.

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