Fondazione Sinapsi chiuderà per due settimane, dal giorno 11 al giorno 22 agosto ci fermeremo per la pausa estiva.
Vi lasciamo con i versi di Estate di Cesare Pavese, composti nel 1940 mentre imperversava la seconda guerra mondiale. Insieme a Mattino e Notturno, Pavese dedicò Estate a Fernanda Pivano, una giovane donna che rifiutò la sua proposta di matrimonio per ben due volte, pur continuando a rimanergli amica. I versi di Estate sono inseriti nella nuova edizione della raccolta Lavorare stanca, edita da Einaudi nel 1943.
CESARE PAVESE: ESTATE
C’è un giardino chiaro, fra mura basse,
di erba secca e di luce, che cuoce adagio
la sua terra. È una luce che sa di mare.
Tu respiri quell’erba. Tocchi i capelli
e ne scuoti il ricordo.
Ho veduto cadere
molti frutti, dolci, su un’erba che so,
con un tonfo. Così trasalisci tu pure
al sussulto del sangue. Tu muovi il capo
come intorno accadesse un prodigio d’aria
e il prodigio sei tu. C’è un sapore uguale
nei tuoi occhi e nel caldo ricordo.
Ascolti.
Le parole che ascolti ti toccano appena.
Hai nel viso calmo un pensiero chiaro
che ti finge alle spalle la luce del mare.
Hai nel viso un silenzio che preme il cuore
con un tonfo, e ne stilla una pena antica
come il succo dei frutti caduti allora.