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Grafiche che rappresenta il profilo di quattro donne vicine tra loro con caratteristiche fisiche diverse

Donne si diventa

5 Dicembre 2025
[SAVE THE DATE] Cava de’ Tirreni, 5 Dicembre 2025. Conversazione del gruppo di donne “Medea” con Rosa Porcu
Grafiche che rappresenta il profilo di quattro donne vicine tra loro con caratteristiche fisiche diverse

Donne si diventa

5 Dicembre 2025
[SAVE THE DATE] Cava de’ Tirreni, 5 Dicembre 2025. Conversazione del gruppo di donne “Medea” con Rosa Porcu

LA VICENDA

Come un affresco polifonico, con vari personaggi che raccontano ciascuno il proprio punto di vista, il romanzo riscopre fonti antecedenti ad Euripide e ribalta la visione tramandataci dalla tradizione, rivelando così una nuova figura di donna. Medea non è più l’infanticida vittima dell’ossessione d’amore, ma una donna forte e libera, depositaria di un remoto sapere del corpo e della terra che ha ereditato nell’isola natia di Colchide soprattutto da sua madre. Medea è una donna “maga” alla quale viene ri/conosciuto di possedere “UN SECONDO SGUARDO”, che però le fa scoprire il terribile segreto nascosto nel sottosuolo di Corinto: i resti della figlia primogenita di Creonte, che questi ha fatto uccidere per timore di perdere il trono. Per questo segreto svelato Medea dovrà pagare. Ella non sa, ne vuole difendersi dall’accusa infamante. Ha perso ormai l’amore, le radici e gli ideali che la rendevano speciale nella sua Colchide ma inessenziale a Corinto corrotta dalla civiltà intesa come POTERE.

LA QUESTIONE DELLE FONTI

Christa Wolf riprende gli studi dell’antropologa Margot Schmidt. Con tutta probabilità il motivo dell’infanticidio, nella forma presente in Euripide, fu associato a Medea in chiave vendicatrice solo nella tragedia rappresentata nel 431. Invece Pindaro ad esempio fa riferimento al tentativo di Medea di garantire ai figli l’immortalità promessa da Era, atto però sventato dall’intervento di Giasone. Secondo un’altra fonte Medea non uccide i figli ma, per un motivo imprecisato, avvelena Giasone e poi un’altra fonte dice che durante la successiva fuga da Corinto lascia i figli nel santuario di Era dove li crede al sicuro. Wolf tiene moltissimo e dichiara ripetutamente l’esistenza di fonti più antiche della tragedia euripidea ove Medea non viene presentata come un’infanticida. E ringrazia la Schmidt che le aveva fatto conoscere le citazioni di Pausania. La Wolf dimostra una grande familiarità con la tragedia di Euripide, ma anche una buona conoscenza di altre fonti antecedenti anche non citate dalla Schmidt e le contamina abilmente. Afferma la Wolf: “è facile immaginare il mio sollievo per il fatto di non aver avuto bisogno di inventare interpretazioni completamente diverse di questo personaggio rimasto per millenni nella coscienza occidentale come infanticida”. La Wolf volle che fosse stampato integralmente l’articolo della Schmidt e altro materiale che aiutava a ribadire la sostanziale verità delle fonti pre/euripidee. Sulle fonti Crista Wolf ha insistito molto. Quasi che Medea fosse una figura storica maltrattata dalle fonti o da un tragediografo corrotto e non la protagonista di un mito, uno dei tanti miti e, come tale, soggetto a più versioni. Perché Crista Wolf insiste molto sulla questione delle fonti? Secondo me insiste molto quasi a dimostrare che la propria riscrittura del mito di Medea ristabilisce finalmente una Verità occultata per millenni. Si tratta di cercare la VERITÀ dei fatti realmente accaduti attraverso il SECONDO SGUARDO di Medea per ristabilire la Giustizia dei fatti. Perché non c’è GIUSTIZIA senza VERITÀ!

RIFLESSIONI

E questa è una operazione politica! È l’operazione politica che devono fare le DONNE! Non c’è giustizia senza Verità! La VERITÀ delle donne è inquinata, tra/visata dalla Visione PATRIARCALE. Bisogna pulire LE FONTI, la Cultura DOMINANTE! Sempre di più donne stanno conquistando UNO SGUARDO SUL MONDO A PARTIRE DA SÉ. E questo Sguardo femminile sul mondo, il SECONDO SGUARDO di Medea, sulla REALTÀ è sempre più potente. Il ME TOO! Ma la strada verso l’AUTONOMIA SIMBOLICA è appena iniziata. Lo dimostra l’aumento della violenza contro le donne. I femminicidi aumentano perché cresce la LIBERTÀ FEMMINILE.

Ancora oggi però i BISOGNI FONDAMENTALI delle donne sono: ESSERE VISTE, ESSERE ASCOLTATE, ESSERE CREDUTE. Allora le donne, le docenti in particolare, devono riscrivere la narrazione dominante, la narrazione ufficiale della realtà, del mondo che è misogina, patriarcale e maschilista. Questa è una rivoluzione fatta dal femminismo: riportare al centro della Storia ciò che era stato relegato in periferia: le donne, la vita! Come dicevo, le donne, ancora oggi non sono credute. (nella manifestazione contro i femminicidi in Spagna: “jo te creo”). Accade, certo, sempre di più che le donne denunciano violenze o stupri ma sono ancora messe alla gogna nei tribunali in cui da vittime possono diventare colpevoli. (come eri vestita; come mai a quell’ora eri fuori casa; avevi bevuto troppo, e così via dicendo). Le donne spesso non sono lette in fedeltà, ma sono interpretate “in cattivi sensi”. E Medea è uno dei tanti esempi di una donna tra/visata. Perché? Veniva chiamata “Medea, donna selvaggia” significa in altre parole donna libera perché possedeva il SECONDO SGUARDO che può smascherare la realtà taciuta, INNOMINATA! Il marito di Giselle Pelicot faceva scrivere sul corpo di sua moglie drogata e offerta ad altri uomini: PUTTANA RIBELLE! Le donne devono narrare la storia a partire dalla loro ESPERIENZA, devono riscrivere la storia dato che il senso del mondo, la VISIONE del mondo che prevale è quella del Pensiero occidentale. Quella scritta DALLA MENTE dei filosofi. Che è un bel Pensiero, ma appartiene agli uomini ed è astratto perché, all’Origine è stata separata la mente dal corpo, dunque manca la linfa vitale delle/dell’esistenza. Così risulta un pensiero lontano dalla vita.

Il pensiero delle donne invece è il PENSIERO dell’ESPERIENZA intriso dunque della linfa vitale dell’ESISTENZA dato che le donne sono al centro, sono il FULCRO DELL’ESISTENZA donne e uomini di piccoli e adulti. Dunque le donne devono diffidare del sapere che è, sì dimostrato logicamente, ma non restituisce l’esperienza dell’esistenza femminile ma la tradisce! (Luisa Muraro) Tutto il pensiero, tutta la produzione culturale si basa su un gravissimo arbitrio storiografico: le donne sono state espulse dalla storia ufficiale perché la vita e stata espulsa dalla storia ufficiale. E, nella vita, nell’esistenza quotidiana, c’erano e ci sono soprattutto le donne. Le donne sono invisibili nella Storia ufficiale fatta da grandi gesta eppure le donne sono da sempre le principali artefici nella costruzione della vita quotidiana. Da sempre hanno costruito la civiltà della vita: hanno dato la vita, hanno nutrito, hanno curato I fragili, hanno cresciuto i piccoli. L’antropologa Margaret Mead al suo allievo che le chiedeva quando inizia la civiltà rispose che la Civiltà ha inizio quando un femore rotto è stato guarito grazie alla possibilità che, quell’uomo fratturato, ha avuto di essere curato da altri. Senza la presa in cura sarebbe stato, infatti, solo preda di animali. La Civiltà inizia dalla CURA in cui, le DONNE soprattutto, sono impegnate!

LA NOSTRA RESPONSABILITÀ: DE/COSTRUIRE IL PATRIMONIO CULTURALE PATRIARCALE ED ELABORARE, COSTRUIRE IL MA-TRIMONIO CULTURALE FEMMINILE (JENIFER TAMAS) PER ABBATTERE LA CULTURA DELLA VIOLENZA VISIBILE ED INVISIBILE… E COSTRUIRE UNA NUOVA CIVILTÁ!

Christa Wolf (1929-2011) è la più nota scrittrice contemporanea di lingua tedesca. Tra le sue opere ricordiamo: Riflessioni su Christa T., Il cielo diviso, Cassandra, Premesse a Cassandra, Nessun luogo. Da nessuna parte, Sotto i tigli, Guasto, Recita estiva, Che cosa resta, Pini e sabbia del Brandeburgo, Trama d’infanzia, Nel cuore dell’Europa, Congedo dai fantasmi, Medea, L’altra Medea, In carne

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[SAVE THE DATE] Lunedì 3 agosto ci sarà l’incontro del progetto “RiVeliamo il mare”, un’iniziativa promossa da Fondazione Sinapsi che offrirà l’opportunità di vivere un’esperienza di scoperta, crescita e condivisione attraverso il mare e la vela.